MANI NUDE

Davide, un ragazzo di buona famiglia, occhi da bambino e corpo da adulto, una notte viene rapito e rinchiuso dentro un cassone buio di un camion. Finisce prigioniero di una misteriosa organizzazione che lo costringe a lottare, a mani nude, in combattimenti clandestini estremi, che si possono concludere in un solo modo: con la morte di uno dei due sfidanti. In quell’universo alieno e spietato, Davide è costretto a spogliarsi della sua umanità per sopravvivere, seguendo le istruzioni di Minuto, un carceriere e allenatore di altri uomini senza speranza né futuro. Pian piano emerge, però, un legame segreto tra il ragazzo e l’uomo, che si rivela la sua unica possibilità di salvezza. E se da quella prigione si può forse trovare il modo di fuggire, altrettanto non può accadere né con il destino né con le conseguenze delle proprie azioni. tratto dal romanzo omonimo di Paola Barbato (R.C.S.) sceneggiatura Davide Lisino Mauro Mancini fotografia Sandro Chessa montaggio Gianluca Scarpa musica Dardust scenografia Stefano Giambanco costumi Camilla Giuliani interpreti Alessandro Gassmann (Minuto) Francesco Gheghi (Davide) Fotinì Peluso (Eva) Paolo Madonna (Puma) Giordana Marengo (Giulia) Renato Carpentieri (Amato) produttori Giuseppe Saccà Agostino Saccà Mario Mazzarotto produzioni Eagle Original Content Pepito Produzioni Movimento Film con Rai Cinema distribuzione Medusa Film info@medusa.it www.medusa.it «Mani nude guarda al noir d’autore per superare il genere, attraverso l’andamento insolito della trama e la decostruzione dei caratteri dei protagonisti. Non perciò degli eroi duri, puri e invincibili, ma uomini che hanno paura, che hanno sbagliato e che continuano a farlo. Uomini abituati a usare la violenza per sopravvivere ma che restano comunque anime fragili, spezzate. Uomini costretti ad affrontare le conseguenze delle loro scelte. Costretti ad affrontare le conseguenze del male che esercitano e di quello che subiscono, conseguenze fisiche ma anche, e soprattutto, psicologiche». (Mauro Mancini) Mauro Mancini è un pluripremiato regista, sceneggiatore e fotografo. Nella sua carriera ha diretto decine di cortometraggi, spot pubblicitari, videoclip musicali e serie televisive. Non odiare, suo primo lungometraggio in concorso alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia, è stato selezionato in numerosi festival ricevendo diversi riconoscimenti e candidature, tra cui quella come miglior regista esordiente ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento. Mani nude è il suo secondo lungometraggio per il cinema. 2024 Mani nude 2022 Mio figlio (cm) 2021 A occhi aperti (cm) 2020 Non odiare 2006 Il nostro segreto (cm)  

MANI NUDE2025-11-21T12:52:59+01:00

LA CITTÀ PROIBITA

Mei, una misteriosa ragazza cinese, arriva a Roma in cerca della sorella scomparsa. Il cuoco Marcello e la mamma Lorena portano avanti il ristorante di famiglia tra i debiti del padre Alfredo, che li ha abbandonati per fuggire con un’altra donna. Quando i loro destini si incrociano, Mei e Marcello combattono antichi pregiudizi culturali e nemici spietati, in una battaglia in cui la vendetta non si può scindere dall’amore. sceneggiatura Stefano Bises Gabriele Mainetti Davide Serino fotografia Paolo Carnera montaggio Francesco Di Stefano musica Fabio Amurri scenografia Andrea Castorina costumi Susanna Mastroianni interpreti Enrico Borello (Marcello) Yaxi Liu (Mei) Marco Giallini (Annibale) Sabrina Ferilli (Lorena) Chunyu Shanshan (Mr. Wang) Luca Zingaretti (Alfredo) produttori esecutivi Saverio Guarascio Mandela Quilici Gianluca Mizzi Claudio Falconi produttrice Sonia Rovai produttori Mario Gianani Lorenzo Gangarossa produzioni Wildside PiperFilm Goon Films distribuzione PiperFilm info@piper.film www.piper.film «Consapevole che nessuna attrice avrebbe potuto diventare davvero Mei in sei mesi di allenamento, ero pronto a partire per la Cina, convinto che la mia protagonista l’avrei trovata solo nelle scuole di Kung-Fu. Mei doveva essere un’artista marziale. Mi sentivo investito da una missione delirante. Poi, la svolta. Non ho dovuto attraversare il globo per raggiungere il Colosso d’Oriente, perché Yaxi Liu è apparsa direttamente sullo schermo del mio telefono. Un mio collaboratore mi ha inviato un suo reel di Instagram zeppo di calci e pugni perfetti. Movimenti che non si improvvisano, che appartengono solo a chi si allena fin dall’infanzia. Era lei». (Gabriele Mainetti) Gabriele Mainetti è un regista, attore, compositore e produttore cinematografico. Dopo aver realizzato i cortometraggi Basette e Tiger Boy, quest’ultimo selezionato nella shortlist dei cortometraggi live action agli Academy Awards, nel 2015 dirige e produce con la sua Goon Films, Lo chiamavano Jeeg Robot. Il film si aggiudica sette David di Donatello, due Nastri d'Argento, quattro Ciak d'Oro e il Globo d’Oro, tra numerosi altri riconoscimenti. Nel 2021 produce e dirige Freaks Out. Anche in questo caso, dopo l'anteprima in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, arrivano numerosi premi tra cui sei David di Donatello, tre Nastri d’Argento e l'Audience Award al Festival di Rotterdam. La città proibita è il suo terzo lungometraggio. 2025 La città proibita 2021 Freaks Out 2015 Lo chiamavano Jeeg Robot   2012 Tiger Boy (cm) 2006 Basette (cm)  

LA CITTÀ PROIBITA2025-11-20T15:50:07+01:00

L’ORTO AMERICANO fuori concorso

Bologna, a ridosso della liberazione. Un giovane problematico ha un incontro fatto di sguardi con una bellissima soldatessa. Basta questo per far sì che lui la consideri la donna della sua vita. Casualmente un anno dopo nel Mid West americano lui andrà ad abitare in una casa contigua, in realtà separata da un nefasto orto, a quella della sua bella. In questa abitazione vive l’anziana madre disperata dalla scomparsa della figlia che dalla conclusione del conflitto, dopo aver scritto che si sarebbe sposata con un italiano, non ha più dato notizie di sé. Inizia così da parte del ragazzo una ricerca che gli farà vivere una situazione di altissima drammaticità fino a una conclusione in Italia, certamente del tutto inattesa. tratto dal romanzo omonimo di Pupi Avati (Solferino, 2024) sceneggiatura Pupi Avati Tommaso Avati fotografia Cesare Bastelli montaggio Ivan Zuccon scenografia Biagio Fersini costumi Beatrice Giannini suono Pompeo Iaquone interpreti Filippo Scotti (Lui) Roberto De Francesco (Emilio) Armando De Ceccon (Glauco) Chiara Caselli (Doris) Rita Tushingham (Flora) Massimo Bonetti (Giudice) Morena Gentile (Arianna) Mildred Gustafsson (Barbara) Romano Reggiani (P.M.) produttori Antonio Avati Gianluca Curti Santo Versace produzioni DUEA Film Minerva Pictures con Rai Cinema distribuzione 01 Distribution annalisa.paolicchi@raicinema.it www.01distribution.it «La storia che narro, anticipata dal romanzo omonimo pubblicato da Solferino, è anche "scorrettamente" una storia d’amore. Una storia d’amore assoluta, dove l’impossibile diventa possibile, come in quel cinematografo che ho sempre amato. Un racconto "gotico" che si svolge al concludersi della seconda guerra mondiale vissuta sia nella provincia americana che nel Polesine, dove il ritrovamento di cadaveri di americani o inglesi rappresentò una lucrosa attività. E poi la scoperta del bianco e nero, di quello autentico. Il comparare l’immagine reale che avevamo composto con la stessa immagine in b\n che si appalesava sul monitor mi produceva sempre un brivido, un momento di orgoglio infantile. Non stavamo girando un film, finalmente stavamo facendo il cinema!». (Pupi Avati) Pupi Avati, durante il periodo universitario (frequenta Scienze Politiche), entra come clarinettista nella Rheno Jazz Band, con la quale suonerà in tutta Europa fino alla vittoria del Festival Europeo di Antibes. Contemporaneamente inizia a occuparsi di cinema. Nel 1968 riesce a trovare un finanziamento e realizza il suo primo lungometraggio, Balsamus; da allora ha realizzato più di cinquanta film, alcuni programmi televisivi e una serie di spot commerciali. Ha collaborato come sceneggiatore a diverse opere cinematografiche, fra le quali Salò di Pierpaolo Pasolini. Con il fratello Antonio, titolare della DUEA Film, ha permesso il debutto di molti giovani autori italiani. Filmografia selezionata 2024 L'orto americano 2023 La quattordicesima domenica del tempo ordinario 2010 Una sconfinata giovinezza 2005 Ma quando arrivano le ragazze?   1997 Il testimone dello sposo 1993 Magnificat 1991 Bix 1986 Regalo di Natale 1985 Festa di laurea 1985 Impiegati

L’ORTO AMERICANO fuori concorso2025-11-20T15:50:07+01:00

LA VALLE DEI SORRISI

Remis è un paesino nascosto in una valle isolata tra le montagne. I suoi abitanti sono tutti insolitamente felici. Sembra la destinazione perfetta per il nuovo insegnante di educazione fisica, Sergio Rossetti, tormentato da un passato misterioso. Grazie all’incontro con Michela, la giovane proprietaria della locanda del paese, il professore scopre che dietro questa apparente serenità, si cela un inquietante rituale: una notte a settimana, gli abitanti si radunano per abbracciare Matteo Corbin, un adolescente capace di assorbire il dolore degli altri. Il tentativo di Sergio di salvare il giovane risveglierà il lato più oscuro di colui che tutti chiamano l'angelo di Remis. sceneggiatura Jacopo Del Giudice Paolo Strippoli Milo Tissone fotografia Cristiano Di Nicola montaggio Federico Palmerini musica Federico Bisozzi Davide Tomat scenografia Marcello Di Carlo costumi Susanna Mastroianni interpreti Michele Riondino (Sergio Rossetti) Giulio Feltri (Matteo Corbin) Paolo Pierobon (Mauro Corbin) Romana Maggiora Vergano (Michela) Sergio Romano (Pichler) Anna Bellato (Anna) Sandra Toffolatti (Elisabetta Gengo) Gabriele Benedetti (Franco) Diego Nardini (Lorenzo Berni) Roberto Citran (Don Attilio) produttori esecutivi Ivan Fiorini Attilio Moro produttori Domenico Procacci Laura Paolucci Ines Vasilevic Stefano Sardo co-produttori Jožko Rutar Miha Černec produzioni Fandango Vision Distribution Nightswim con Spok in collaborazione con Sky vendite internazionali Fandango Sales www.fandango.it/sales distribuzione Vision Distribution info@visiondistribution.it www.visiondistribution.it «La valle dei sorrisi nasce dal desiderio di esplorare l’horror non come semplice dispositivo di tensione, ma come spazio simbolico per raccontare la fragilità dell’identità e il bisogno disperato di appartenenza. In una comunità apparentemente idilliaca, dove il dolore è bandito e la serenità è una religione, si consuma il percorso di Matteo: adolescente queer, corpo sacrificale e, al tempo stesso, entità redentrice. Il film è un’indagine sulla crescita come mutazione profonda, ma anche sulla paternità come forma ambigua di protezione, controllo e rispecchiamento. Le figure paterne – biologiche, surrogate, spirituali – si alternano nel tentativo di colmare un vuoto. Lontano dagli archetipi del coming of age canonico, questo racconto mette in scena la formazione come perdita dell’innocenza e come atto di resistenza. È un film sull’amore che cura, ma a caro prezzo. Sull’importanza del dolore nelle nostre vite. E su chi ha il coraggio di non sorridere». (Paolo Strippoli) Paolo Strippoli si è diplomato in Regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma dopo essersi laureato in Arti e Scienze dello Spettacolo all’Università "La Sapienza". Nel 2019 vince il premio Franco Solinas al miglior soggetto con il film L’angelo infelice, scritto con Jacopo del Giudice e Milo Tissone. Nel 2020 dirige con Roberto De Feo il film originale Netflix, A Classic Horror Story, con il quale si aggiudica il premio per la miglior regia al Taormina Film Fest. Nel 2022 esce il suo secondo lungometraggio, l'horror psicologico Piove, in concorso al Sitges Film Festival, Austin Fantastic Fest e Alice nella Città. 2025

LA VALLE DEI SORRISI2025-11-20T15:50:07+01:00

ELISA

Elisa, trentacinque anni, è in carcere da dieci, condannata per avere ucciso la sorella maggiore e averne bruciato il cadavere, senza motivi apparenti. Sostiene di ricordare poco o niente del delitto, come se avesse alzato un velo di silenzio tra sé e il passato. Ma quando decide di incontrare il criminologo Alaoui e partecipare alle sue ricerche, in un dialogo teso e inesorabile i ricordi iniziano a prendere forma, e nel dolore di accettare fino in fondo la sua colpa Elisa intravede, forse, il primo passo di una possibile redenzione. liberamente ispirato al saggio Io volevo ucciderla (Raffaello Cortina Editore) di Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali sceneggiatura Leonardo Di Costanzo Bruno Oliviero Valia Santella fotografia Luca Bigazzi montaggio Carlotta Cristiani scenografia Luca Servino costumi Bettina Pontiggia musica Giorgio Matteo Aki Oliviero interpreti Barbara Ronchi (Elisa) Roschdy Zem (Alaoui) Diego Ribon (Padre) Valeria Golino (Laura) Giorgio Montanini (Radice) Hippolyte Girardot (Direttore) Monica Codena (Madre) Roberta Da Soller (Katia) produzione tempesta con Rai Cinema co-produzione Amka Films Productions produttori Carlo Cresto-Dina Manuela Melissano co-produttori Michela Pini Amel Soudani vendite internazionali Rai Cinema International Distribution fulvio.firrito@raicinema.it www.raicinemainternationaldistribution.com distribuzione 01 Distribution soniapisana.dichter@raicinema.it www.01distribution.it «L’idea è nata durante la scrittura e la realizzazione di Ariaferma, il mio film precedente, e in un certo senso ne rappresenta una continuità. Se Ariaferma era un film sulle relazioni in carcere, lasciando fuori campo i crimini commessi dai detenuti, Elisa è invece la storia di un percorso interiore, quello di una donna che ha compiuto un atto di estrema violenza. (...) Elisa è un personaggio di cui percepiamo la sofferenza, ma anche la freddezza e la capacità avuta nel manipolare le persone a lei vicine. Seguendo la sua vicenda, oscilliamo tra la comprensione del suo percorso interiore e il rifiuto profondo verso chi è stato capace di compiere un atto tanto estremo». (Leonardo Di Costanzo) Leonardo Di Costanzo, dopo gli studi etno-antropologici all'Università di Napoli, nel 1992 si trasferisce a Parigi dove costruisce una solida esperienza nel cinema documentario, ricevendo riconoscimenti in numerosi festival internazionali. Con L'intervallo, sua prima opera di finzione presentata a Venezia, vince il David di Donatello come miglior esordio e il premio FIPRESCI. L'intrusa, secondo film di finzione è selezionato a Cannes alla Quinzaine des Réalisateurs. Con L'avamposto partecipa al film collettivo Les ponts de Sarajevo, presentato come Séance spéciales al Festival di Cannes. Nel 2021 presenta fuori concorso a Venezia il film Ariaferma che vince due David di Donatello e viene insignito film dell’anno dalla critica (SNCCI). Nel 2023 realizza il cortometraggio Welcome to Paradise, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Con Elisa torna al Lido, questa volta selezionato in Concorso. 2025 Elisa 2023 Welcome to Paradise (cm) 2021 Ariaferma 2017 L'intrusa 2014 L'avamposto (episodio del film collettivo I ponti di

ELISA2025-11-20T15:50:06+01:00

L’ISOLA DEGLI IDEALISTI

È una fredda notte di gennaio, quando due giovani ladri in fuga, Beatrice Navi e Guido Cenere, approdano su un’isola, vengono sorpresi dal guardiano, Giovanni Marengadi, e dal cane dobermann Pangloss, e condotti al cospetto dei proprietari della sontuosa villa al centro dell’Isola, detta «delle Ginestre». Nella Villa vive la strana famiglia Reffi. Antonio, il capofamiglia, è un ex direttore d’orchestra che guarda con ironia la vita, soprattutto quella dei suoi due inquieti figli: Carla, una scrittrice di successo, in attesa della risposta del suo editore per il suo nuovo romanzo; e Celestino, ex medico, con la passione della filosofia e della matematica, con un passato che lo insegue, e ossessionato da una violinista di cui gli rimangono solo lontane immagini in super8. Nella Villa ci sono anche un'indecifrabile governante, Jole, e suo marito Vittorio, segretario di Carla. Celestino Reffi propone un patto ai due ragazzi in fuga da non si sa esattamente cosa: lui non li denuncerà e li nasconderà al Commissario Càrrua che è sulle loro tracce, ma loro seguiranno una sorta di «corso di educazione», perché Celestino «è certo di convincerli a cambiare la vita». Ma sarà l’arrivo dei due ragazzi a cambiare, per sempre, la vita di tutti, in quella Villa sospesa tra acqua e nebbie. tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Scerbanenco (La nave di Teseo, 2018) sceneggiatura Eugenio Lio Elisabetta Sgarbi fotografia Andres Arce Maldonado montaggio Andres Arce Maldonado Elisabetta Sgarbi musica Michele Braga New Emergency Italy scenografia Monica Sallustio costumi Gaia Calderone disegni Manuele Fior Giovanni Iudice interpreti Tommaso Ragno (Celestino Reffi) Elena Radonicich (Beatrice Navi) Renato De Simone (Guido Cenere) Michela Cescon (Carla Reffi) Renato Carpentieri (Antonio Reffi) Tony Laudadio (Giovanni Marengadi) Mimmo Borrelli (Vittorio) Vincenzo Nemolato (Commissario Càrrua) Chiara Caselli (Jole) Antonio Rezza (Monsiù) Rossella De Martino (Teresa) Hildegard De Stefano (Lara) produzioni Bibi Film Betty Wrong con Rai Cinema produttore Angelo Barbagallo distribuzione Fandango Distribuzione fandango@fandango.it www.fandango.it «Abbiamo voluto spostare in avanti l’ambientazione del film, senza connotazioni precise, direi in un tempo sospeso, identificabile solo attraverso citazioni, dunque a un secondo, ulteriore, livello di riflessione: opere d’arte, libri, giornali, riviste, vestiti, film, oggetti. Rimarco la presenza delle opere d’arte in scena: da Adolfo Wildt a Enrico Baj, da Cagnaccio di San Pietro a Valerio Adami, da Apollodoro di Porcia a Irolli e Favai, da Magatti a Lamb, alle ceramiche di Tosalli a Cosmo Sallustio (gentili concessioni per lo più della Collezione Cavallini Sgarbi e della mia Fondazione, oltre che di privati e galleristi), nella precisa convinzione (mia, ma anche dei Reffi) che le opere d’arte, mentre indicano un tempo, lo sospendono. Stanno e non stanno nel tempo. Catturano l’occhio, per destinarlo, poi, a una dimensione diversa». (Elisabetta Sgarbi) Elisabetta Sgarbi, dopo una laurea in farmacia, ha iniziato a lavorare nel mondo editoriale, dapprima presso lo Studio Tesi, successivamente

L’ISOLA DEGLI IDEALISTI2025-11-20T15:50:06+01:00

CIAO BAMBINO

Sul finire dell’estate dei suoi diciannove anni Attilio, un ragazzo che vive in un rione popolare di Napoli, viene incaricato di proteggere una giovane prostituta dell’Est. Attilio, senza poterlo ammettere apertamente, se ne innamora. Quando però il padre esce dal carcere ed è costretto a ripagare un debito consistente, Attilio si trova a scegliere tra l’amore per la ragazza e quello per il padre, mettendo in gioco la sua libertà e la sua vita fino a quel momento. sceneggiatura Ivan Ferone Edgardo Pistone fotografia Rosario Cammarota montaggio Giogiò Franchini scenografia Marcella Mosca costumi Antonella Mignogna musica K-Conjog interpreti Marco Adamo Anastasia Kaletchuk Luciano Pistone Pasquale Esposito Salvatore Pelliccia Sergio Minucci Luciano Gigante Attilio Peluso Antonio Cirillo Rosalia Zinno produzioni Bronx Film Anemone Film Mosaicon Film Minerva Pictures Group distribuzione Minerva Pictures sales@minervapictures.com «Il film è immaginato interamente al Rione Traiano, periferia ovest di Napoli che è il quartiere dove sono nato, che ha generato i miei ricordi e quindi la storia del film. Una comunità che somiglia sempre meno a un quartiere e sempre più a un enorme circo malinconico che tira a campare nei modi più insoliti e vive alla giornata, dimenticato dalla Storia e dal resto delle cose e dimenticato dal dolore, perché il dolore è deriso dal tono canzonatorio e dalla libertà dei personaggi e non solo ma il decentramento testuale della povertà/dolore aiuta a dare anche spazio al racconto politico e sociale, capace di rappresentare con forza il degrado morale di chi nega la possibilità di vivere normalmente a chi è nato ai margini delle grandi città». (Edgardo Pistone) Edgardo Pistone (Napoli, 1990) ha studiato regia e fotografia all'Accademia di Belle Arti di Napoli. Di seguito ha lavorato come regista e autore, fotografo e sceneggiatore, avvicinandosi inoltre al mondo dell'educazione, portando, con diverse associazioni, il cinema nelle periferie della sua città dove insegna ai più giovani l'arte cinematografica. Nel 2019 ha partecipato come aiuto regista alla realizzazione di Selfie di Agostino Ferrente. Prima di esordire nel lungometraggio con Ciao Bambino nel 2024, ha diretto numerosi corti, tra cui Le mosche (2020), presentato alla Settimana Internazionale della Critica, aggiudicandosi il Premio per la migliore regia nel concorso Sic@Sic. 2024 Ciao Bambino 2020 Le mosche (cm)   2017 Il viaggio premio (cm) 2015 Melancholy Beach (cm) 2013 Per un'ora d'amore (cm)

CIAO BAMBINO2025-11-20T15:50:05+01:00

NO OTHER CHOICE

You Man-su, uno specialista nella produzione di carta con venticinque anni di esperienza, è talmente soddisfatto della propria vita da potersi dire con onestà: «Ho tutto quello che desidero». Trascorre serenamente le sue giornate con la moglie Miri e i loro due figli, finché un giorno la sua azienda gli comunica senza preavviso il licenziamento. Scioccato, Man-su giura, per sé stesso e per il bene della sua famiglia, di trovare al più presto un nuovo lavoro. Nonostante la sua ferma determinazione a cambiare vita, passa oltre un anno saltando da un colloquio all’altro e lavorando in un piccolo negozio. Rischia addirittura di perdere la casa che ha conquistato con tanti sacrifici. Disperato, si presenta all’improvviso alla Moon Paper e cerca di consegnare il suo curriculum, ma finisce solo per essere umiliato dal caporeparto Choi Sun-chul. Man-su sa di essere più qualificato di chiunque altro per lavorare alla Moon Paper, e così prende una decisione ben precisa: «Se non c'è un posto per me, allora dovrò farmi spazio da solo». sceneggiatura Park Chan-wook Lee Kyoung-mi Don Mckellar Jahye Lee fotografia Kim Woo-hyung montaggio Kim Sang-beom Kim Ho-bin scenografia Ryu Seong-hie costumi Cho Sang-kyung musica Cho Young-wuk suono Kim Suk Won interpreti Lee Byung-hun (Man-Su) Son Ye-jin (Miri) Park Hee-soon (Sun-Chul) Lee Sung-min (Bummo) Yeom Hye-ran (Ara) Cha Seung-won (Sijo) produttori Park Chan-wook Back Jisun Michèle Ray Gavras Alexandre Gavras produzione Moho Film in associazione con KG Productions vendite internazionali CJ ENM – Claire Bhang bokyeong.bhang@cj.net www.cjenm.com distribuzione Lucky Red in collaborazione con Sky Cinema a.tieri@luckyred.it www.luckyred.it «Volevo realizzare un film che portasse gli spettatori a porsi delle domande. Qual è al giorno d’oggi lo standard di vita minimo per la classe media in Corea? Quale tenore di vita bisogna riuscire a mantenere per ritenere decorosa la propria esistenza? E quindi, cos’è che quest’uomo vuole proteggere? [...] Rispetto ai miei film precedenti dove c’era un umorismo più sottile, si potrebbe dire che No Other Choice è un po’ più esplicito» (Park Chan-wook) Park Chan-wook established his reputation as a leading Korean director in the year 2000, with his Joint Security Area, followed by Sympathy for Mr. Vengeance, the first part of his Vengeance Trilogy, in 2002. He would shoot to global fame with his next title, Oldboy (2003), winner of the Grand Prix at Cannes. In the years since, he has continued to receive worldwide acclaim, courtesy of Sympathy for Lady Vengeance (2005) and Thirst (2009), which received the Jury Prize at, once again, Cannes. His 2013 film Stoker was his Hollywood debut, and three years later The Handmaiden (2016) not only premiered at Cannes, in competition, but also won the Best Film Not in the English Language at the 71st BAFTA Awards. After a six-year break, Decision to Leave marks Park Chan-wook’s return to Cannes for another prestigious

NO OTHER CHOICE2025-11-20T15:48:51+01:00

TENSHI NO TAMAGO

In una città sommersa, una ragazzina continua a prendersi cura di un grosso uovo che custodisce gelosamente tra le braccia. Crede che sia di un angelo. Un ragazzo con un enorme fucile scende da uno strano carro. È alla ricerca di un uccello che ha visto in sogno. In una città abbandonata, sembra che tra i due si sia sviluppata una leggera simpatia, ma una notte il ragazzo rompe l'uovo della ragazza. sceneggiatura Mamoru Oshii fotografia Juro Sugimura montaggio Seiji Morita direttore animazione Yasuhiro Nakura direttore artistico Yoshitaka Amano musica Yoshihiro Kanno suono Shigeharu Shiba   interpreti Mako Hyodo (Ragazza) Jinpachi Nezu (Ragazzo) produttori Tatsumi Yamashita Hideo Ogata produttore esecutivo Yasuyoshi Tokuma co-produttori Koki Miura Yutaka Wada Masao Kobayashi Hiroshi Hasegawa produzione Tokuma Shoten Restauro 4K supervisor Mamoru Oshii colorist Noboru Yamaguchi mix supervisor Kazuhiro Wakabayashi restauro effetti sonori Kaori Yamada restauro digitale Yoko Arai Kensuke Nakamura Eiji Yamataka Tajima Onodera produttori Eijiro Goto Yasuko Kumashiro vendite internazionali Goodfellas Animation jbressand@goodfellas.film www.goodfellas.film distribuzione Lucky Red a.tieri@luckyred.it www.luckyred.it Mamoru Oshii è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico giapponese. Famoso per la sua narrazione filosofica, Oshii ha diretto molti anime di successo, tra cui Urusei Yatsura (1981-1984), Angel's Egg (1985), Patlabor: The Movie (1989), Ghost in the Shell (1995). Nel 2004 ha presentato al Festival di Cannes, Ghost in the Shell 2: Innocence. Quattro anni dopo è stato invitato alla Mostra del Cinema di Venezia per The Sky Crawlers. I suoi numerosi film d'animazione e live-action hanno avuto un grande impatto sul regista James Cameron e su molti altri artisti in patria e all'estero. Nel 2016 ha ricevuto il Windsor McCay Award. Filmografia selezionata 2022 Chii Tomodachi 2015 Tôkyô Mukokuseki Shôjo 2015 The Next Generation Patoreibâ: Shuto kessen 2014 Garm Wars: The Last Druid (Garm Wars – L'ultimo druido) 2009 Asaruto gâruzu (Assault Girls) 2008 Sukai kurora (The Sky Crawlers) 2008 Kôkaku kidôtai 2.0 (Ghost in the Shell 2.0) 2006 Tachiguishi retsuden (Le vite straordinarie dei truffatori del fast food) 2004 Innocence (Ghost in the Shell 2 – L'attacco dei cyborg) 2001 Avalon 1995 Kôkaku Kidôtai (Ghost in the Shell) 1993 Kidô Keisatsu Patorebâ 2 (Patlabor 2: The Movie) 1992 Talking Head 1991 Jigoku no banken: kerubersu 1990 Maroko 1989 Kidô keisatsu patorebâ: Gekijô-ban (Patlabor: The Movie) 1987 Jigoku no banken: akai megane 1985 Dallos Special 1984 Urusei Yatsura 2: Byûtifuru dorîmâ (Lamù: Beautiful Dreamer) 1983 Urusei Yatsura 1: Onri yû (Lamù – Only You)  

TENSHI NO TAMAGO2025-11-20T15:48:51+01:00

AMADEUS

La serie Basata sulla acclamata opera teatrale di Peter Shaffer, audacemente adattata da Joe Barton (Black Doves, Giri/Haji – Dovere/Vergogna, Progetto Lazarus), questa spettacolare rivisitazione in cinque episodi, esplora l’ascesa fulminea e la caduta leggendaria di uno dei compositori più iconici della storia, e rockstar virtuoso del XVIII secolo, Wolfgang Amadeus Mozart. Quando il venticinquenne Amadeus arriva nella vivace Vienna del Settecento, non più un bambino prodigio e desideroso di libertà creativa, il suo destino si intreccia con due figure fondamentali: la sua futura moglie Constanze Weber, di incrollabile fedeltà, e il devotissimo compositore di corte Antonio Salieri. Mentre il genio di Amadeus continua a sbocciare nonostante i suoi demoni interiori, una reputazione controversa e lo scetticismo della conservatrice corte viennese, Salieri è sempre più tormentato da quello che percepisce come un dono divino. Amadeus diventa una minaccia a tutto ciò che egli considera sacro: talento, reputazione e persino la fede in Dio. Salieri giura di distruggerlo. Quella che nasce come una rivalità professionale si trasforma in un’ossessione profondamente personale, destinata a durare trent’anni, e a culminare in una confessione di omicidio e in un disperato tentativo di legare per sempre il proprio nome all’eredità di Mozart. Episodio 1 Constanze Mozart fa visita ad Antonio Salieri, che ha tentato il suicidio, per interrogarlo. Mentre lui racconta la sua storia, torniamo indietro al 1781, quando il talentuoso compositore Wolfgang Amadeus Mozart si trasferisce a Vienna, destinato al successo. Innamoratosi della soprano Constanze Weber, incontra presto lo stimato compositore di corte Salieri, assicurandosi la sua prima commissione operistica dall'Imperatore Giuseppe II. Ma quando Salieri ascolta la sua musica, denigra pubblicamente il talento di Amadeus, che a sua volta deride la rigidità sessuale di Salieri. Infuriato, Salieri giura allora di uccidere Mozart. Episodio 2 Salieri continua la sua confessione a Constanze. Nel 1782, i Mozart si sposano e hanno un bambino, ma Amadeus non riesce a comunicare con Constanze né a comporre una messa per il loro neonato. Dopo che Salieri non riesce a convincere Constanze ad andare a letto con lui in cambio dell'apprendistato della Principessa Elizabeth, le rivela l'adulterio del marito. Mentre cerca di fare pace con suo padre a Salisburgo, Amadeus viene a sapere della morte di suo figlio. Affranto dal dolore, Amadeus finisce la Messa e Salieri dichiara guerra a Dio. registi Julian Farino (episodi 1-3) Alice Seabright (episodi 4-5) musica Benjamin Holder Chantelle Woodnutt scenografia Morgan Kennedy costumi Lisa Duncan interpreti Will Sharpe (Wolfgang Amadeus Mozart) Paul Bettany (Antonio Salieri) Gabrielle Creevy (Constanze Mozart) Rory Kinnear (Imperatore Joseph) produzione Two Cities Television in associazione con Sky Studios broadcaster Sky «Non si tratta di un remake fedele dell'opera teatrale o del film, bensì di una rivisitazione dei temi trattati. Molti degli snodi della trama sono diversi, anche se  alcune scene chiave, la struttura e, naturalmente, le relazioni tra

AMADEUS2025-11-20T15:48:50+01:00