CHI È SENZA COLPA
VIAGGIO NEL NOIR ITALIANO

Chi è senza colpa è un viaggio in due tempi: il Nord annegato nelle nebbie e nel cemento. E il Sud, con quel sole bastardo che ti spiattella in faccia tutto, anche ciò che dovrebbe restare sepolto. Un’Italia fragile e tagliente come ossa rotte, messa a nudo da alcune tra le voci più potenti del noir contemporaneo italiano, da chi con le parole scava nelle vene di un paese stanco di indossare sempre la stessa maschera. Un’immersione profonda nel cuore nero di Milano, Torino, Udine, Padova fino alla Sicilia di Sciascia, ultimo approdo solo in apparenza. Perché il viaggio continua, lungo la linea della palma... Ma questa è un’altra storia. sceneggiatura Katiuscia Magliarisi fotografia e montaggio Riccardo Alessandri ricerche d’archivio Teche Rai Andrea D’Alfonso con Orso Tosco Maurizio Blini Massimo Carlotto Piero Colaprico Luca Crovi Alessandro Curioni Maurizio De Giovanni Omar Di Monopoli Vins Gallico Gabriella Genisi Antonio Lanzetta Gaetano Savatteri Ilaria Tuti Mariolina Venezia produttore esecutivo Alessandro Rustichelli produzione Rai – Contenuti Digitali e Transmediali «Chi è senza colpa è un viaggio on the road attraverso l’Italia del noir, guidato da Orso Tosco, scrittore e viaggiatore che diventa a tutti gli effetti un personaggio, un Virgilio contemporaneo che ci accompagna tra città , periferie e paesaggi sospesi dove il buio si mescola alla realtà. Il film nasce dal desiderio di esplorare le radici e le declinazioni del noir nella letteratura italiana, ma anche di riflettere su ciò che lo genera: la società , la colpa, la marginalità , la violenza, l’umanità che si nasconde dietro i delitti e le ossessioni dei nostri tempi. La regia si fonda su un rigore visivo e compositivo che restituisce le atmosfere del genere, intrecciando materiali d’archivio, interviste e osservazione del paesaggio. La fotografia lavora sulle ombre, sui silenzi, sui volti e sugli spazi, cercando di trasformare i luoghi stessi in personaggi, in testimoni muti di storie che solo il noir ha la sfrontatezza di mostrare. Il montaggio diventa un dispositivo narrativo che costruisce un’immersione più che una spiegazione, un percorso nel quale la realtà e la finzione si contaminano, come accade nel noir stesso: un territorio ambiguo, dove la colpa non è mai solo degli altri, e dove il viaggio di Orso Tosco si fa anche indagine dentro l’animo umano». (Riccardo Alessandri) Riccardo Alessandri, regista e filmmaker torinese, unisce sguardo sociale e ricerca estetica. Esordisce con una cinepresa Super 8, trasmettendo la passione di famiglia per il cinema. Tra i suoi lavori: Tutti all’opera (premio Moige, 2019) e la serie Pianeta Sofia, dedicata alla sostenibilità. Ha collaborato con Gad Lerner a documentari come L’approdo, Ricchi e Poveri e Noi partigiani. Katiuscia Magliarisi è un’autrice, giornalista e collaboratrice universitaria. Nata a Milano, vive a Roma, ha studiato cinema alla UAL di Londra. Si interessa di memoria storica, cultura pop e immaginari di culto.

CHI È SENZA COLPA
VIAGGIO NEL NOIR ITALIANO
2025-12-01T13:51:23+01:00

FORSE È COSÌ CHE SI DIVENTA UOMINI

In una chiesa rupestre nella periferia di Bari viene scoperto un cadavere. Maschio, mezza età, in posizione supina di fronte all’abside, vestito di tutto punto. Sul corpo, un serpente, anch’esso morto. La terza sezione della squadra mobile di Bari arriva per i rilievi di rito. Manca qualcuno: l’ispettore Gerri Esposito ha preso due giorni di permesso, caso più unico che raro, per svolgere una missione personale e importante. Al suo rientro, Gerri trova l’ufficio in fibrillazione. L’identità della vittima è sconosciuta e le indagini brancolano nel buio. Nel frattempo Gerri deve fare i conti con il proprio passato, che continua a tornare e a scardinare i cassetti blindati in cui lui cerca disperatamente di confinarlo. Giorgia Lepore è archeologa e storica dell’arte, vive a Martina Franca e insegna Storia dell’Arte al Liceo da Vinci di Fasano. Ha esordito come romanziera nel 2009 con L’abitudine al sangue (Fazi). Nel 2015 per E/O ha pubblicato I figli sono pezzi di cuore, la prima storia con protagonista l'ispettore Gerri Esposito. Il ciclo, che con Forse è così che si diventa uomini è giunto al quarto episodio, è poi proseguito con Angelo che sei il mio custode (2016, Premio Mariano Romiti), Il compimento è la pioggia (2018). Da quest'anno le vicende dell'ispettore Esposito sono raccontate anche in una serie televisiva, Gerri, diretta da Giuseppe Bonito, scritta da Donatella Diamanti e Sofia Assirelli e in onda su Raiuno.

FORSE È COSÌ CHE SI DIVENTA UOMINI2025-11-20T15:48:08+01:00

GLI OMICIDI DEI TAROCCHI

Trieste è una città abituata al silenzio, ma questa volta tace per paura. Un killer senza volto ha commesso due delitti: le vittime non sembrano avere nulla in comune, se non che sulle scene vengono trovate due carte dei tarocchi, la Temperanza e la Ruota della Fortuna. Appena la commissaria Emma Bellini le vede, il gelo la attraversa. Quelle carte fanno parte di un mazzo realizzato a mano da sua sorella Maia, artista e appassionata di esoterismo, con cui non parla da anni. Emma ora non può evitare il confronto. Deve ritrovare Maia, interrogarla, capire cosa leghi il mazzo agli omicidi. Maia, però, è atterrita: rivela di aver distrutto tutte le carte da tempo, dopo un evento drammatico che ha stravolto la sua vita e l'ha portata a rinnegare per sempre la divinazione. Un trauma che le ha lasciato una parola incisa nella memoria, come un'eco lontana o un marchio a fuoco. Safir. Quando un terzo cadavere viene ritrovato, con un'altra carta accanto, l'indagine diventa una corsa contro il tempo. Mentre Emma segue i fili logici di un enigma che sembra sfuggire a ogni razionalità, Maia rimette mano ai tarocchi per cercare di far pace con il passato. E, forse, per ritrovare sua sorella. Barbara Baraldi è autrice di thriller e sceneggiature di fumetti. Pubblica per Giunti editore la serie Aurora Scalviati, profiler del buio. Nel corso della sua carriera ha pubblicato romanzi per Mondadori, Castelvecchi, Einaudi e un ciclo di guide ai misteri della città di Bologna per Newton & Compton. Dal 2012 scrive per la serie Dylan Dog di Sergio Bonelli Editore. È vincitrice di vari premi letterari, tra cui il Gran Giallo città di Cattolica e il Nebbia Gialla. È tra le protagoniste di Italian noir, documentario sul thriller italiano prodotto dalla BBC. I suoi libri sono accolti con favore dalla critica e dal pubblico e sono pubblicati in vari paesi, tra cui Germania, Inghilterra e Stati Uniti.

GLI OMICIDI DEI TAROCCHI2025-11-20T15:48:08+01:00

IL TALLONE DA KILLER

Il Biondo e Quello con la cravatta sono due soci ben affiatati, artigiani meticolosi e molto richiesti: sono killer che eliminano la gente a pagamento. Un giorno arriva un incarico che richiede un salto di qualità: l’obiettivo è un arci-milionario, un esponente dell’altissima finanza che vive in una favolosa non-zona sospesa tra Londra e Milano. Una preziosa occasione – riflettono i due soci – di passare dalla gestione ordinaria agli omicidi di alta gamma, perché «il comparto che non conosce crisi è quello del lusso, quindi conviene di più ammazzare i ricchi». Serena Bertamé, un sogno di signora che vuole morto l’amante Andrea De Carli, padre naturale di suo figlio, pare la cliente ideale per un riposizionamento sul mercato e un sostanzioso adeguamento delle tariffe. Incassato l’anticipo, però, piovono le complicazioni, i contrattempi, le difficoltà impreviste, in un ottovolante di equivoci, colpi di scena, incidenti, avventure e sconvolgimenti vertiginosamente intrecciati, in ambienti esclusivi ed extra lusso dove si mischiano fondi di investimento e realtà inconfessabili. Alessandro Robecchi ha pubblicato romanzi e saggi, scrive per la carta stampata, la televisione e il teatro. È stato editorialista de «il Manifesto» e una delle firme di «Cuore». È tra gli autori degli spettacoli di Maurizio Crozza. In qualità di critico musicale, ha collaborato con «L’Unità» e «Il Mucchio Selvaggio». In radio è stato direttore dei programmi di Radio Popolare, realizzando per cinque anni la striscia satirica Piovono pietre (Premio Viareggio per la satira politica 2001). Ha fondato e diretto il mensile gratuito «Urban». Attualmente scrive su «Il Fatto Quotidiano», «Pagina99» e «Micromega».

IL TALLONE DA KILLER2025-11-20T15:48:08+01:00

LA DONNA DELLA MANSARDA

Nell’ottobre del 2013, mentre il commissario Vincenzo Arcadipane e il suo mentore Corso Bramard indagavano su un omicidio in una valle del cuneese, a Torino una donna di trentasette anni scompariva senza lasciare tracce. Niente di clamoroso, se la donna in questione non fosse stata Tina, pittrice di fama internazionale che da tempo viveva rinchiusa nel suo appartamento-studio all’interno della Prora, il bizzarro palazzo progettato dal bisnonno architetto. Quando il caso viene archiviato come allontanamento volontario, Muriel Gallirossi – agente, confidente e tuttofare di Tina – si rivolge a Bramard: è sicura che l’amica sia stata assassinata. Corso sa che le indagini sono state approfondite e che il presunto responsabile ha un alibi di ferro eppure, nemmeno lui saprebbe dire perché – forse a turbarlo sono i quadri di Tina, forse la bellezza di Muriel –, decide di parlarne con Arcadipane. Davide Longo è nato a Carmagnola e vive a Torino dove insegna scrittura presso la Scuola Holden. Tiene corsi di formazione per gli insegnanti su come utilizzare le tecniche narrative nelle scuole di ogni grado. Ha pubblicato, tra gli altri, Un mattino a Irgalem (Marcos y Marcos, 2001), Il mangiatore di pietre (Marcos y Marcos 2004), L’uomo verticale (Fandango, 2010), Maestro Utrecht (NN 2016), Ballata di un amore italiano (Feltrinelli 2011). Nel 2014 ha scritto il primo romanzo della serie che ha per protagonisti Vincenzo Arcadipane e Corso Bramard. Sei finora gli episodi: Il caso Bramard (Feltrinelli, 2014; poi ripubblicato da Einaudi), Le bestie giovani (Feltrinelli, 2018; con il titolo Così giocano le bestie giovani, Einaudi, 2021), Una rabbia semplice (Einaudi, 2021), La vita paga il sabato (Einaudi, 2022; finalista Premio Scerbanenco), Requiem di provincia (Einaudi, 2023) e La donna della mansarda (Einaudi, 2025). Nel 2018 ha firmato la sceneggiatura de Il mangiatore di pietre   diretto da Nicola Bellucci e interpretato da Luigi Lo Cascio.

LA DONNA DELLA MANSARDA2025-11-20T15:48:08+01:00

LA STANZA DELLE OMBRE

Tra le torbide acque del Tevere, ai piedi della basilica di San Paolo, viene ritrovato il cadavere di una donna, in posa come se fosse vittima di un misterioso rito. È allora che il commissario Zuliani convoca Nemo Sperati, giovane docente all'Accademia delle Belle Arti. Quando posa lo sguardo sulla scena del crimine, Nemo riconosce subito la celebre Ophelia di John Everett Millais – esattamente come due settimane prima aveva fatto con il cadavere del direttore di Palazzo Barberini, che riproduceva Giaele e Sisara di Artemisia Gentileschi, da poco rubato. Il caso si complica quando il quadro viene rinvenuto e Nemo scopre che non è autentico, ma opera di Rufo Speranza, il più grande falsario del Novecento morto suicida molti anni prima. Mirko Zilahy è laureato in Lingue e Letterature straniere presso l’Università di Roma. Ha conseguito un Phd presso il Trinity College di Dublino, dove ha insegnato Lingua e letteratura italiana. È cultore di lingua e letteratura inglese presso l’Università per stranieri di Perugia. Collabora con «il Corriere della Sera» ed è stato editor per minimum fax. Ha scritto vari saggi su scrittori irlandesi ed è traduttore di testi dall’inglese, fra cui Il cardellino di D. Tartt e Mystic River di Dennis Lehane. Nel 2016 pubblica per Longanesi il suo romanzo d'esordio, È così che si uccide, dove appare il personaggio di Enrico Mancini. Di seguito escono: La forma del buio (2017), Così crudele è la fine (2018), L'uomo del bosco (2021) e Nostra signora delle nuvole (HarperCollins, 2023).

LA STANZA DELLE OMBRE2025-11-24T21:48:10+01:00

L’EDUCATORE
Premio dei Lettori – Città di Lignano Sabbiadoro

Il giudice Borrelli giace nella sua auto. Sul volto, un’espressione di sorpresa, come se la morte fosse giunta inaspettata, ma non così casuale. Qualcuno gli ha sparato a bruciapelo in testa con una sparachiodi. Fausto De Santis, vicequestore di Salerno dal passato ingombrante, è sul posto insieme all’ispettrice Ferri. Tracciata con un gessetto vicino all’auto, una sequenza di numeri all’apparenza priva di senso. Tutto sembrerebbe rimandare a un caso ormai archiviato e a un serial killer, l’Educatore, morto da tempo. C’è davvero un collegamento? Anni fa è stato condannato un innocente o si tratta di un imitatore? Una scia di morti improvvise, una sequenza di numeri misteriosi e un killer che sembra tornare dal passato. Chi è l'Educatore? Antonio Lanzetta vive a Salerno. Ha iniziato a scrivere romanzi fantasy/young adult, poi ha virato verso il thriller, prima con il racconto breve Nella pioggia, finalista al premio Gran Giallo di Cattolica, e poi con Il buio dentro, tradotto in Francia, Canada e Belgio ed eletto dal «Sunday Times» uno dei cinque migliori thriller stranieri dell’anno. È stato finalista a importanti premi come il Prix Découverte de l’Iris Noir e il Masterton Prix e vincitore del Grand Prix Noir Charbon. La Newton Compton ha pubblicato: L’uomo senza sonno, Delitto in riva al mare, Luna rosso sangue e L'educatore, vincitore del Premio dei Lettori Lignano Sabbiadoro.

L’EDUCATORE
Premio dei Lettori – Città di Lignano Sabbiadoro
2025-11-20T15:48:08+01:00

LE REGOLE DI LONDRA

A Londra, alla sede dell’MI5 a Regent’s Park, il capo dei servizi segreti Claude Whelan sta imparando a sue spese che il ruolo da Prima scrivania comporta molti più oneri che onori. Incaricato di garantire che le imminenti elezioni amministrative si svolgano senza intoppi, si trova bersagliato da ogni fronte: da un parlamentare agitatore di folle che pontifica contro qualunque minoranza; dalla moglie di quest’ultimo, che non perde occasione per attaccare Whelan sui tabloid; e soprattutto dalla sua vice, Lady D Taverner, sempre pronta a fargli le scarpe. Intanto, il paese è scosso da una serie apparentemente casuale di attacchi terroristici e i brocchi di Jackson Lamb, gli agenti più sregolati dell’intelligence inglese, stanno per fare quello che gli riesce meglio: trasformare una situazione delicata nel caos totale. Mick Herron scrive romanzi e racconti dal 2003, l'anno del suo esordio con Down Cemetery Road. Autore di best seller e premiato numerose volte, ha raggiunto la notorietà, soprattutto, con il ciclo Slough House, distribuito da Apple TV+ con il titolo del romanzo che apre la serie, Slow Horses pubblicato nel 2010. Cresciuto a Newcastle upon Tyne, Herron ha studiato letteratura inglese a Oxford, la città dove continua a vivere. Dopo un periodo dedicato alla poesia, ha poi rivolto il suo interesse alla narrativa. Nei primi anni da pendolare (lavorava a Londra come redattore), ha trovato comunque il tempo di scrivere in modo disciplinato. È così che nasce Down Cemetery Road, il romanzo che oltre a segnare l'inizio della sua carriera, è la prima delle quattro avventure della detective Zoë Boehm e di Sarah Tucker, incontrata a seguito di una misteriosa esplosione in un quartiere di Oxford. Nei tre successivi capitoli, The Last Voice You Hear (2004), Why We Die (2006) e Smoke and Whispers (2009), l'azione si sposta anche a Newcastle, quasi a ripercorrere i luoghi prediletti dell'autore. In quegli stessi anni, Herron ha scritto una serie di racconti, molti dei quali sono apparsi sulla rivista «Ellery Queen's Mystery Magazine». Nel 2008, ispirato dagli eventi internazionali, Herron ha iniziato a scrivere Slough House, un insieme di storie (per ora nove romanzi e cinque racconti) che ha come protagonisti agenti dell'MI5 relegati ai margini dell'agenzia, in una specie di purgatorio, perché coinvolti in vari illeciti e azioni fallimentari. Come anticipato, dal 2022 con il titolo Slow Horses, Slough House è diventato uno dei prodotti di maggiore successo di Apple TV+. Creata da Morwenna Banks, Will Smith, Jonny Stockwood e Mark Denton, e interpretata da Gary Oldman nel ruolo dell'agente Jackson Lamb, la serie è giunta alla quinta stagione e ne è prevista una sesta per il prossimo anno. E da quest'anno, sempre per Apple TV+, pure il ciclo di Zoë Boehm è diventata una serie tv con Emma Thompson e Ruth Wilson, dal titolo Down Cemetery Road. Herron, inoltre, ha firmato quattro romanzi: Reconstruction (2008), Nobody Walks (2015), This Is What Happened (2018) e The Secret Hours (2023). Quest'anno lo scrittore inglese ha ricevuto il prestigioso CWA

LE REGOLE DI LONDRA2025-11-21T11:59:04+01:00

NOTTI NERE

Giugno 1970, l’ex commissario Franco Bordelli è in pensione ormai da tempo. In teoria non ha impegni di lavoro, non dovrebbe occuparsi di cercare assassini, ma non è così. Il suo lavoro gli manca molto, quella continua tensione che lo spinge a risolvere un caso intricato, a frugare tra le pieghe dell’animo umano, a mettere insieme intuizioni e riflessioni per rendere giustizia a chi ha subito un’ingiustizia. Non riesce a rinunciare alla sua passione. Può fare affidamento solo sul giovane commissario Piras, suo braccio destro quando era in servizio, che lo coinvolge nelle indagini ignorando il rischio di essere scoperto. È proprio in questo periodo in cui Bordelli cerca di scovare un’altra verità sepolta che la sua vita, all’improvviso, prende una piega inaspettata. Marco Vichi esordisce nel 1999 con L’inquilino (Guanda). Lo stesso anno realizza per Radiotre cinque puntate della trasmissione Le Cento Lire dedicate all’arte in carcere. È nel 2002 col terzo libro, Il commissario Bordelli, che appare per la prima volta il personaggio che sarà protagonista, compreso Notti nere, in ben quattordici romanzi e svariati racconti, tutti ambientati tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta del secolo passato. Nel 2003 cura per Fazi un volume nel quale sono presenti alcuni omaggi a John Fante e un documentario sullo stesso scrittore, per la regia di Giovanna Di Lello. Quell’anno inizia a tenere laboratori di scrittura in varie città italiane, e fino al 2009 lavora presso il corso di laurea in Media e Giornalismo dell’Università di Firenze. Con Il nuovo venuto (2004) si aggiudica il Premio Fedeli. Quattro anni dopo è la volta di Morte a Firenze (Guanda) con il quale ottiene numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Scerbanenco e il Premio Camaiore. Nel 2010, con Morto due volte (Guanda Graphic), il commissario Bordelli fa il suo esordio nel mondo del fumetto grazie ai disegni di Werther Dell’Edera. Nel 2013, invece, realizza il suo primo libro per bambini, La notte delle statue (Salani) con le illustrazioni di Francesco Chiacchio. Di recente, nel 2022, sono usciti per Guanda: Non tutto è perduto, l’undicesima avventura del commissario Bordelli, e il romanzo Ombre. Tra il 2023 e 2024, ha pubblicato la dodicesima e tredicesima storia del commissario: Nulla si distrugge e Meglio di niente. Sempre nel 2024, ha firmato Il ritorno. Quest'anno, oltre a Notti nere, ha scritto Occhi di bambina.

NOTTI NERE2025-11-26T22:16:01+01:00

PANTAGRUEL
NON ESSERE CATTIVO
DEDICATO A CLAUDIO CALIGARI

Presentazione del nuovo numero della rivista «Pantagruel», edita da Elisabetta Sgarbi, dedicato a Claudio Caligari, nel decennale della scomparsa e della sua ultima opera cinematografica, Non essere cattivo. Con la sceneggiatura originale del film e moltissimi contributi. A cura di Giordano Meacci e Francesca Serafini. Testi di Alessandro Borghi, Maurizio Calvesi, Teresa Ciabatti, Saverio Costanzo, Silvia D’Amico, Fratelli D’Innocenzo, Claudia Durastanti, Fabio Grassadonia, Simone Isola, Wilma Labate, Nicola Lagioia, Antonella Lattanzi, Luca Marinelli, Valerio Mastandrea, Flavia Mastrella, Roberta Mattei, Giordano Meacci, Antonio Piazza, Marco Ponti, Christian Raimo, Antonio Rezza, Francesca Serafini, Riccardo Sinigallia, Elena Stancanelli, Francesco Tatò. «La versione della sceneggiatura che trovate in questo Pantagruel è, di fatto, l’unica. Quella licenziata con Claudio Caligari e che poi s’è trasformata, con accorpamenti e variazioni minime, assecondando le necessità consuete del set; la stessa che è stata poi danzata dall’interpretazione delle attrici e degli attori e dalle luci magiche delle riprese. Raccontare dove e perché qui e lì ci sono piccoli cambiamenti ci è sembrato che potesse togliere al lettore il gusto di quello stesso completamento attivo dell’informazione che invece cercavamo sempre di sollecitare con Claudio nelle spettatrici e negli spettatori che avevamo in mente: complici nella visione del film, a cui alludeva – citando il suo Pasolini – proprio la sceneggiatura che, intanto, stavamo scrivendo. Allo stesso modo non aggiungiamo righi alle storie su Non essere cattivo e su Claudio Caligari che troverete qui insieme con la sceneggiatura. I racconti di chi ha partecipato alla realizzazione del film; e di chi nel tempo, grazie al film, si è ritrovato a far parte della stessa famiglia. Della stessa banda. La Banda Caligari. Non possiamo fare altro che ringraziare tutte e tutti loro per averci regalato queste testimonianze (in qualche caso con testi scritti; in altri con conversazioni tra loro e noi: che poi abbiamo trascritto tagliandoci via in montaggio per non interrompere il flusso). Tutto questo: a dieci anni da quel 2015 in cui l’ultimo film di Claudio Caligari ha deciso di viaggiare per il mondo e lasciarsi vedere. L’opera di Claudio Caligari parla da sé. Basta guardarla; ascoltarla. Leggerla. Provando, per quello che si può, a non essere cattivi». (The movie speaks alone, prefazione al volume di Giordano Meacci e Francesca Serafini)

PANTAGRUEL
NON ESSERE CATTIVO
DEDICATO A CLAUDIO CALIGARI
2025-11-20T15:45:43+01:00