LA CURVA DELL’OBLIO

Nel gelido gennaio di Milano si aggira un inquietante e scrupoloso assassino. I suoi brutali omicidi seguono attenti rituali, ispirati al mondo della medicina: un uomo viene ucciso a colpi di bisturi, un altro viene trovato dissanguato, circondato da sacche colme del suo stesso plasma. Accanto a ognuno di loro, vi è l’immancabile firma del serial killer: una foto in bianco e nero di una rara specie di rosa. Appena la squadra della UACV avvia le ricerche, Mandelli e Casalegno si trovano però coinvolti in un’ulteriore indagine: qualcuno di molto potente desidera che la riapertura di un vecchio cold case venga affidata proprio a loro, i due migliori investigatori in circolazione. Tra Milano e la Val di Fassa, le due indagini corrono parallele e, mentre la squadra si avvicina sempre più alla risoluzione del caso, Mandelli e Casalegno scoprono tremende verità su una serie di omicidi avvenuti dieci anni prima. Gian Andrea Cerone, nato a Savona, milanese d’adozione, ha una lunga esperienza nell’ambito della comunicazione, dell’editoria tradizionale, televisiva e digitale. È stato responsabile delle relazioni istituzionali presso il ministero dello Sviluppo Economico e presso EXPO 2015. Nel 2018 ha fondato la piattaforma editoriale di podcast Storielibere. Nel 2022 ha pubblicato con Guanda il suo libro d’esordio, Le notti senza sonno, primo di quattro romanzi della serie che vede in azione la squadra investigativa dell’Unità di Analisi del Crimine Violento di Milano, finalista al Premio Scerbanenco e vincitore del Premio Franco Fedeli dedicato alla narrativa poliziesca. Di seguito, sono usciti: Il trattamento del silenzio (2023) e Le conseguenze del male (2024).

LA CURVA DELL’OBLIO2025-11-20T15:45:42+01:00

LA COLPA È DI CHI MUORE

Quando Dante Millesi, tra i fondatori del sito Calcio & Dintorni, si imbatte nella notizia del ritrovamento di un cadavere nel lago di Lugano, non gli ci vuole molto a convincersi che si tratta di una di quelle storie che un giornalista, intransigente e disperato come lui, ha il bisogno, prima ancora che il dovere, di raccontare. Per Millesi, nato nel Rione Sanità e che da ragazzino aveva assaporato il sogno di giocare nel Napoli al fianco di Maradona, in quella storia riecheggia infatti l'eco di un dolore che pensava sepolto nel passato, di una colpa che non può essere redenta. E così in un cerchio di coincidenze tutt'altro che fortuite Millesi si lancia in un'indagine nell'indagine, arrivando poco alla volta a far alla luce sulle connessioni, le opere di corruzione e i tradimenti che troppo spesso condannano il talento a soccombere per l’avidità di criminali senza scrupoli, assassini di uomini e divoratori di sogni. E si ribellerà a suo modo all’ineluttabilità degli eventi, fino a sacrificare se stesso. Marco Bellinazzo è giornalista e scrittore. Laureato in giurisprudenza all’Università Federico II, dal 2004 lavora per «Il Sole 24 Ore». Esperto di economia, finanza e geopolitica, si occupa in particolare degli affari che ruotano attorno al mondo del calcio e dello sport. Opinionista per Radio 24 e per le principali emittenti nazionali, il suo blog Calcio & business è dal 2012 un punto di riferimento per addetti ai lavori e appassionati. Le sue pubblicazioni: Il Napoli di Maradona (Mondadori 2012); Goal Economy (Baldini e Castoldi 2015, Premio Nazionale Letteratura del Calcio Figc/Antonio Ghirelli); I veri padroni del calcio (Feltrinelli 2017); La fine del calcio italiano (Feltrinelli, 2018); Le nuove guerre del calcio (Feltrinelli 2022, Premio Selezione Bancarella Sport).

LA COLPA È DI CHI MUORE2025-11-20T15:45:41+01:00

L’OROLOGIAIO DI BREST

Il tempo per alcuni è una corsa incessante, per altri un passo lento e incerto. Per qualcuno, invece, si è arrestato per sempre. E la storia d’Italia è un filo spezzato: un orologio fermo alla stagione del piombo e del sangue. In questo silenzio immobile sono immersi Vera Coen e Andrea Malchiodi. Ha il destino scritto nel nome, Vera. Lavora come giornalista per un quotidiano locale e considera la ricerca della verità una missione. Ma a quarant’anni si ritrova con un lavoro insoddisfacente e precario, i dubbi di aver sbagliato tutto ad affollarle la mente e una scoperta sconvolgente con cui fare i conti. Il professor Andrea Malchiodi di anni ne ha quarantatré e ha incassato le delusioni di una carriera accademica spezzata da uno scandalo, in cui è stato ingiustamente coinvolto, insieme all’amarezza per un matrimonio finito e al dolore per la malattia della madre che lo ha cresciuto da sola. Un giorno come tanti, Andrea si trova davanti Vera: c’è qualcosa che li lega. Un fatto di sangue accaduto quattro decenni prima. Una ferita nel lontano passato di lei che riscrive il passato di lui. E da quel momento per Andrea tutto cambia. Comincia così un’indagine nelle tenebre più fitte della notte della Repubblica, a caccia del misterioso «uomo degli ingranaggi». Il nastro si riavvolge fino al principio degli anni Ottanta, sospesi tra gli ultimi fuochi della lotta armata e le prime luci di un’età che si presenta come nuova e invece è dominata dai Gattopardi di sempre. Maurizio de Giovanni nel 2007 si affaccia sul panorama letterario nazionale, dopo aver vinto un premio, grazie al romanzo ambientato nella Napoli degli anni Trenta, con protagonista il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, Il senso del dolore, pubblicato da Fandango e dal 2012 ripubblicato (come l’intera serie) da Einaudi. Ha inizio così un ciclo fortunato che nel 2024 con Volver è giunto a quindici romanzi, più alcuni racconti contenuti nelle raccolte Giochi criminali (Einaudi, 2014), L’omicidio Carosino. Le prime indagini del commissario Ricciardi (Centoautori, 2017) e L’ultimo passo di tango (Rizzoli, 2017). La saga sfocia poi nella fortunata serie tv andata in onda su Raiuno in due stagioni, la prima nel 2021, la seconda nel 2023. Nel 2012 vince il premio Scerbanenco con Il metodo del Coccodrillo (Mondadori) che introduce il commissario Lojacono, co-protagonista di un’altra serie di grande successo, ambientata nella Napoli contemporanea: I bastardi di Pizzofalcone (Einaudi) che nel 2024 si arricchisce con Pioggia per i bastardi di Pizzofalcone. Anche questa diventa un’altra apprezzata serie televisiva con Alessandro Gassmann e Carolina Crescentini. Con Sara al tramonto, de Giovanni dà vita a un nuovo personaggio, quello di un’ex agente dei servizi segreti in pensione con un dono, l’invisibilità, e un talento, rubare i segreti alle persone. Il ciclo, pubblicato interamente per Garzanti e giunto nel 2025 al suo settimo volume con Il pappagallo muto. Una storia di Sara, anche in questo caso è stato tradotto in una serie rilasciata da Netflix, con protagoniste Teresa Saponangelo

L’OROLOGIAIO DI BREST2025-11-20T15:45:40+01:00

L’ORA DEI PREDATORI

Da New York al Medio Oriente, dal palazzo dell’Onu all’hotel Ritz-Carlton di Riyad, Giuliano da Empoli accompagna il lettore in una serie di incursioni in territori dove il potere è basato sulla spettacolarizzazione, sull’uso spregiudicato delle informazioni e sulla capacità di generare shock continui. I predatori hanno capito come sfruttare il nuovo ordine globale. E il caos è il loro ambiente naturale. Con il gusto sottile del polemista e la lucidità dell’antropologo, da Empoli tratteggia un ritratto fulminante dei leader contemporanei, da Trump a Muhammad bin Salman, consegnandoci un’analisi che non lascia scampo. Giuliano da Empoli è cresciuto in diversi paesi europei, si è laureato in giurisprudenza all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e ha ottenuto il master in scienze politiche all'Istituto di studi politici di Parigi, città dove vive e insegna presso Sciences Po. È stato consulente di Antonio Maccanico al ministero delle comunicazioni e, in seguito, direttore dell'Archivio per le Arti Contemporanee della Biennale di Venezia. Nel 2016 ha fondato il think tank Volta, un laboratorio di idee attivo in Italia e in Europa e membro del network Global Progress. A partire dal 1996 collabora regolarmente con diverse testate nazionali tra cui il «Corriere della Sera», «la Repubblica», «Il Sole 24 ore» e «Il Riformista». Per Radio 24 ha condotto la trasmissione Sua Eccellenza ed è apparso regolarmente sulle reti televisive nazionali in qualità di scrittore e opinionista. A ventidue anni ha pubblicato il suo primo libro, Un grande futuro dietro di noi. Da allora ha firmato numerosi saggi che hanno analizzato la mobilità sociale, l'evoluzione e il cambiamento sociale, l'impatto della new economy e le sue conseguenze sul piano sociale e politico. Nel 2019 ha scritto Gli ingegneri del caos (Marsilio). Tre anni dopo ha esordito come romanziere con Il mago del Cremlino (Mondadori), che è stato portato sullo schermo quest’anno alla Mostra del Cinema di Venezia dal regista Olivier Assayas.

L’ORA DEI PREDATORI2025-12-01T09:29:13+01:00

INCEL IN UNA STANZA

La figura degli INCEL (INvoluntary CELibate), uomini rifiutati dalle donne, chiusi nella frustrazione e nella rabbia e diventati subcultura digitale, analizzata in un saggio unico nel suo genere, che traccia un sentiero attraverso rappresentazioni e auto-rappresentazioni degli Incel nella cinematografia quanto nella quotidianità. Si parte da Taxi Driver, si guarda – anche – all’attentato a Trump, si arriva ad Adolescence. Si scoprono fenomeni multimediali incontrollabili. Dikotomiko è un micro-collettivo composto da Massimiliano Martiradonna e Mirco Moretti, più di centodieci anni in due, mai stati giovani, nati e vissuti come reduci. Dikotomiko ma con la k, come nelle occupazioni studentesche; uno pseudonimo per restare anonimi, in direzione contraria rispetto alle pulsioni della visibilità un tanto al chilo. Dikotomiko collabora con Monsters – Fantastic Film Festival di Taranto, ToHorror di Torino, con riviste di culto – «Nocturno», «Uzak» – e case editrici di settore. Ha già pubblicato Lo specchio nero. I sovranismi sullo schermo dal 2001 a oggi (DOTS, 2019), e Black Fears Matter! – Viaggio nel Black Horror Contemporaneo (Les Flaneurs, 2023).

INCEL IN UNA STANZA2025-11-20T15:45:36+01:00

IL NOIR ITALIANO PRIMA E DOPO SCERBANENCO

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il giallo diventa uno strumento in grado di rappresentare la società italiana, dando voce ai suoi bisogni e alle sue paure. Si tratta di un genere trans-mediale dalle ramificazioni profonde e complesse, che produce numerosi adattamenti dalla pagina allo schermo. Il suo ambito si sovrappone al «poliziesco» e a ciò che già negli anni Trenta del Novecento comincia a essere chiamato «nero». Nel corso dei decenni, diventa un luogo di sperimentazione, dove viene data espressione narrativa a realtà che prima non erano rappresentabili. In questa ricostruzione, l’opera di Scerbanenco ha un ruolo centrale, per quanto non esclusivo. La sua produzione gialla si svolge nell’arco di decenni e si mescola con altri generi, diventando emblematica delle trasformazioni del pubblico e dell’industria culturale. Ma con Venere privata, nel 1966, succede qualcosa di nuovo: viene riconosciuta la nascita di un giallo italiano di impronta realistica. L’opera di Scerbanenco, inoltre, interessa il cinema in modo più continuativo e profondo di quanto sia avvenuto con gli autori italiani di gialli del passato. E contribuisce a determinare, in modo diretto o indiretto, gli sviluppi del cinema di genere degli anni Settanta, in particolare di quello poliziesco. Alberto Pezzotta è docente all’Università IULM di Milano. Si è occupato di cinema italiano (Ridere civilmente. Il cinema di Luigi Zampa; Il western italiano; Regia Damiano Damiani; Mario Bava; la curatela, con Stefania Parigi, de Il lungo respiro di Brunello Rondi), di storia della critica (La critica cinematografica; la curatela, con Anna Gilardelli, di Alberto Moravia, Cinema italiano. Recensioni e interventi 1933-1990), di cinema orientale (Tutto il cinema di Hong Kong). Ha collaborato alla Storia del cinema mondiale di Gian Piero Brunetta e alla Storia del cinema italiano del CSC, oltre che a riviste «Bianco e Nero», «Imago», «8 1/2», «L'avventura».

IL NOIR ITALIANO PRIMA E DOPO SCERBANENCO2025-11-20T15:45:34+01:00

BUMERANG

Scampia, 8 dicembre. Una ragazza sta passeggiando nel quartiere quando il suo cane, Colt, viene ucciso da un colpo sparato a distanza da un fucile di precisione, apparentemente senza motivo. Quel proiettile apre la pista di una scia di sangue e misteri nel cuore di Napoli nord. Il commissario Mirco Del Gaudio, reduce da un brutto incidente, torna in servizio e si trova a indagare su quello strano incidente proprio mentre i clan Carlino e Monfrecola sono sul punto di scatenare una nuova guerra di camorra. In una Napoli sospesa tra polvere e sospetti, Del Gaudio cerca di ricostruire la propria famiglia mentre rincorre il senso degli eventi: un video virale, un cecchino che sembra inafferrabile, incursioni nei margini di una città abbandonata, arresti, sparatorie e un Natale macchiato da un duplice omicidio. Quando l’inchiesta sembra arrivata a un vicolo cieco, la verità mostrerà tutta la sua ferocia. Daniele Sanzone è laureato in Filosofia all’Università Federico II di Napoli. Scrittore, autore e voce della rock band, ‘A67, ha ricevuto diversi premi tra cui: Siae (2004), Amnesty (2006), Premio Paolo Borsellino (2014), Premio Restart (2020) e il Premio Tenco (2022). Ha collaborato con Edoardo Bennato, Mauro Pagani, Frankie hi nrg mc, Teresa De Sio, Caparezza, James Senese, Roberto Saviano, Giancarlo De Cataldo, Valeria Parrella. Nel 2011, ha condiviso il palco dell’Alcatraz Festival con il Premio Nobel, Dario Fo. Nel 2012 è ospite di Pino Daniele, con Tullio De Piscopo, per Tutta n’ata storia tour, mentre nel 2017 è invitato al concerto dei sessant’anni di Nino D’Angelo allo Stadio Maradona di Napoli. Ha scritto per «Il Fatto Quotidiano», «la Repubblica XL», «Style», «Il Mattino», «Donna Moderna», «Corriere del Mezzogiorno», Tgcom24 e Repubblica.it. È stato autore e conduttore del programma, Brain Food, per Fanpage.it e ha collaborato a diversi format di LOFT, tra cui Amici fragili di Andrea Scanzi. Il 2014 è l'anno del suo esordio da scrittore, con Camorra Sound (Magenes; Premio Paolo Borsellino). Nel 2017 firma insieme a Claudio Poggi, Pino Daniele Terra Mia (Minimum fax). Due anni dopo, sempre sul cantautore napoletano, esce il libricino, Pino Daniele la vita suonata (Libreria Dante & Descartes). Nel 2022, arriva Jastemma (Squi[libri]) con la copertina di Mimmo Paladino, vincitore della targa Tenco come miglior album in dialetto dell’anno. Nello stesso anno interpreta se stesso ne La divina cometa, il nuovo film di Mimmo Paladino. Nel 2023 esce il romanzo, Madre Dolore. La prima inchiesta di Mirco Del Gaudio (Les Flâneurs Edizioni) che narra le vicende dell'ex pugile e attuale capo del commissariato di Polizia di Scampia.

BUMERANG2025-11-20T15:45:33+01:00

FIRENZE. CIAK, SI UCCIDE

Nel 1968, nelle campagne intorno a Firenze, un uomo e una donna furono assassinati in un’auto da un killer misterioso che la stampa avrebbe ribattezzato il «Mostro di Firenze». Quell’omicidio fu seguito da una lunga scia di sangue: tra il 1968 e il 1985 almeno sedici persone, perlopiù giovani coppie appartate, furono uccise con modalità sempre più efferate, fino alle mutilazioni introdotte a partire dal 1974. Il saggio racconta la vicenda e la sua trasposizione cinematografica, tra interviste e analisi dettagliate. Massimo Moscati, milanese, scrittore, giornalista, direttore editoriale, docente presso la Civica scuola di cinema Luchino Visconti, ha scritto numerosi libri sul cinema, fra i quali: La fantacoscienza – Il cinema di fantascienza dopo il 1968 (WoW), Western all’italiana (Pan), Dizionario delle videocassette (Rizzoli Bur), Guida al cinema dell’orrore (Il Formichiere), I predatori del sogno (Dedalo), James Bond – Missione successo (Dedalo), Manuale di sceneggiatura (Mondadori), Ammazza che fusto, con Alberto Sordi (Rizzoli), Il Grande Dizionario dei Film (Hobby & Work), Filmania – Enciclopedia multimediale del cinema (Expert System), Breve storia del cinema (Bompiani), Introduzione al cinema (Lattes), Benignaccio, con te la vita è bella (Rizzoli-Bur), Scrivere un romanzo (Bibliotheka), Scrivere una sceneggiatura (Bibliotheka), Totò ’50 (Bibliotheka), John Steinbeck al cinema (BookTime), Alain Delon. L’ultimo divo (Bibliotheka), Chaneys. La storia straordinaria di due attori di Hollywood (WeirdBook). È stato script-analyst di Reteitalia, creatore della serie Nero italiano (Mondadori Originals), curatore della collana Cinema del 900 (Bibliotheka). Ha esordito in narrativa nel 2021 con 1958 – C’era una volta in Almeria (Golem).

FIRENZE. CIAK, SI UCCIDE2025-11-20T15:45:33+01:00

IL CONFINE DELLA VERGOGNA

Leonardo Morandi, un contrabbandiere franco-italiano, viene trovato morto in montagna. Il suo viso sfigurato rende inizialmente difficile il riconoscimento: unica traccia lo scontrino di un negozio di Bardonecchia per l’acquisto di un piumino piuttosto costoso, speciale per il freddo intenso. A scoprire il suo corpo è un escursionista francese, Jean Pelissier. Nel frattempo, un giovane burkinabé, che stranamente sta cercando di tornare in Italia quando ormai aveva superato l’agognato confine, viene ritrovato mezzo assiderato in alta quota. Spiegherà che il suo gruppo è stato braccato e catturato dalle forze dell’ordine francesi che lo aspettavano, probabilmente a seguito di una soffiata. L’indagine condotta da un ispettore di polizia di Lione mette in luce un traffico di sigarette su larga scala proveniente dall’Albania, ma non solo: in parallelo ha luogo un vero e proprio traffico di esseri umani. Trovare i collegamenti e la soluzione su quanto succede alla frontiera alpina tra Italia e Francia non è un compito semplice, per cui sarà necessaria la collaborazione delle forze dell’ordine di entrambi i Paesi, anche se non mancheranno sorprese su entrambi i versanti. Michèle Pedinielli, nata a Nizza, di origine corsa e italiana, è stata giornalista per circa quindici anni. Oggi collabora al sito retronews.fr, libri di storia, della BNF e al podcast Séries noires à la Une. Il suo primo romanzo, Boccanera, è stato premiato con il Lion Noir 2019 al Festival del Libro Poliziesco di Neuilly-Plaisance. Nel maggio 2019 ha pubblicato Après les chiens, un nuovo caso condotto da Ghjulia Boccanera. Seguono La patience de l’immortelle (Premio speciale della giuria dell’Évêché nel 2022), Sans collier (2023) e Un seul œil (2025). Valerio Varesi, nato a Torino, vive a Parma e lavora nella redazione de «la Repubblica» di Bologna. Romanziere eclettico, è il creatore del commissario Soneri, protagonista dei polizieschi che hanno ispirato le tre serie televisive Nebbie e delitti con Luca Barbareschi. I romanzi del commissario Soneri sono stati tradotti in tutto il mondo e il capitolo È solo l’inizio è stato vincitore dell’edizione speciale per il centenario del Premio Giorgio Scerbanenco nel 2011. Varesi ha inoltre pubblicato per Frassinelli, La presenza e Il rivoluzionario, con cui ha iniziato una propria personale ricognizione della storia. Lo stato di ebbrezza conclude questo percorso, arrivando fino ai giorni nostri. Nel 2023 è uscito per Mondadori, Il labirinto di ghiaccio. Il confine della vergogna è il risultato di una cooperazione tra Pedinielli e Varesi, da un’idea nata dal festival Quais du Polar e dalle edizioni Points, nell’ambito della valorizzazione di Lione e Milano, città creative della letteratura dell’Unesco. Si tratta di un progetto di scrittura collaborativa in stile «cadaveri eccellenti», nel qiuale i due autori si sono alternati alla stesura dei capitoli e in cui i personaggi principali lasciano intravedere in filigrana le differenze culturali tra i due paesi, secondo l’idea di contribuire a una migliore conoscenza reciproca.

IL CONFINE DELLA VERGOGNA2025-11-28T18:46:30+01:00

ANDREA CAMILLERI. UNA STORIA

Andrea Camilleri è stato tante cose, così tante che faticavano a stare tutte dentro una persona sola. È nota la storia del suo «destino ritardato», come lui stesso lo chiamava: l’esplosione come scrittore a quasi settant'anni, con il commissario Montalbano e una popolarità inaudita. Ma Camilleri non è stato soltanto questo, o meglio, il suo successo ha cominciato a nascere molto tempo prima, e si può dire che ogni frammento della sua lunga esistenza fosse destinato a convergere nella figura che i lettori italiani hanno poi straordinariamente amato. Esiste dunque una storia più complessa e disseminata di sorprese: eventi che neanche un romanziere avrebbe potuto immaginare così come sono accaduti. È la storia di un bambino siciliano che si intrufola nella soffitta dei genitori e vi trova i gialli di Simenon custoditi in un sacco di juta. Di uno studente scapestrato che diventa regista teatrale e alleva importanti attori. Di un giovane intellettuale che entra in Rai e produce alcuni tra i programmi più iconici della storia della radio e della tv. Di un artista poliedrico che da dietro le quinte contribuisce a fare grande la cultura popolare italiana. E di un uomo che per testardaggine e un pizzico di fortuna incontra sul suo cammino una miriade di personaggi leggendari: da Pirandello al generale Patton, da Robert Capa alla banda del bandito Giuliano, da Papa Giovanni XXIII a Pier Paolo Pasolini, da Leonardo Sciascia a Elvira Sellerio. Luca Crovi si è laureato in Filosofia con specializzazione in Storia Antica presso l’Università Cattolica di Milano. Critico rock, conduttore radiofonico, scrittore e giornalista esperto di letteratura noir, nel corso della sua carriera ha collaborato con diversi quotidiani e periodici, tra cui «Il Giornale», «Max», «Italia Oggi» e la rivista «Suono». Nel 2001 vince il Premio Aquicon con il saggio Delitti di carta nostra, scritto per Puntozero. Nel 2002, invece, pubblica con Marsilio, la monografia Tutti i colori del giallo, trasformata nell’omonima trasmissione radiofonica di Radiodue (trasmessa fino al 2011) che nel 2005 ha vinto il prestigioso Premio Flaiano. Nel corso di ricerche d’archivio, ha ritrovato Il paese senza cielo di Giorgio Scerbanenco, e ne ha curato la riedizione per Aliberti Editore nel 2003. È anche autore di vari saggi, tra cui Noir. Istruzioni per l’uso (Garzanti, 2013) e Storia del giallo italiano (Marsilio, 2020), e poi di antologie come L’occhio dell’assassino (Rizzoli, 2021). Ha scritto racconti noir misurandosi per l’occasione con personaggi nati dalla fantasia di Andrea G. Pinketts, Massimo Carlotto, Joe R. Lansdale e Marcel Allain e Pierre Souvestre e lavorando con disegnatori come Maurizio Rosenzweig, Andrea Mutti e Angelo Busacchini. Ha al suo attivo cinque romanzi, per Rizzoli e SEM: L’ombra del campione (2018), L’ultima canzone del Naviglio (2020), Il Gigante e la Madonnina (2022), Il mistero della torre del parco e altre storie (2022) e La velocità della tartaruga (2024), tutti con protagonista il commissario Carlo De Vincenzi, il personaggio dei gialli creati dallo scrittore Augusto De Angelis negli anni Trenta e Quaranta del

ANDREA CAMILLERI. UNA STORIA2025-11-20T15:45:32+01:00