PERCHÈ HAI PAURA?

Jérôme Loubry SEM 1986, Normandia. Sandrine Vaudrier, una giovane giornalista, apprende che la nonna materna Suzie, che non ha mai conosciuto, è morta e le ha lasciato in eredità tutti i suoi averi. Deve quindi svuotare la sua casa, dove viveva da sola, su un’isoletta poco distante dalla costa atlantica. Quando arriva sull’isola, grigia e fredda, Sandrine scopre che è abitata soltanto da quattro anziani organizzati quasi in un’autarchia. Tutti descrivono sua nonna come una persona cordiale e affascinante. Tuttavia, l’atmosfera è strana in quel luogo. In poche ore Sandrine si rende conto che gli abitanti nascondono un segreto. Qualcosa o qualcuno li terrorizza. Ma allora perché nessuno di loro lascia mai l’isola? Cosa è successo ai bambini della colonia nata dopo la guerra e chiusa nel 1949? Chi era veramente sua nonna? Sandrine verrà ritrovata pochi giorni dopo mentre vaga su una spiaggia con i vestiti coperti di sangue non suo. Jérôme Loubry, con un passato da restauratore, da qualche anno si dedica interamente alla scrittura. È autore di cinque romanzi: Les Chiens de Détroit (2017), il libro d'esordio con il quale si è aggiudicato il premio Plume Libre d’argent 2018, Le douzième chapitre (2018), De soleil et de sang (2020), Les soeurs de Montmorts  (2021). Nel 2019 ha pubblicato Les refuges, portato in Italia da SEM con il titolo Perché hai paura?, e vincitore tra gli altri del premio Cognac per il miglior romanzo francese.

PERCHÈ HAI PAURA?2022-11-21T20:51:46+01:00

C’ERA DUE VOLTE

Franck Thilliez Fazi Nel 2008, in un piccolo paese di montagna, il tenente Gabriel Moscato è alla disperata ricerca della figlia diciassettenne scomparsa da un mese. Uniche tracce la sua bicicletta, i segni di una frenata e poi più nulla. Deciso a indagare sull’hotel due stelle dove la ragazza aveva lavorato l’estate precedente, Moscato si stabilisce nella stanza 29, al secondo piano, per esaminare il registro degli ospiti. Legge attentamente ogni pagina, prima di addormentarsi esausto, dopo settimane di ricerche infruttuose. All’improvviso, viene svegliato da alcuni suoni attutiti. Quando si avvicina alla finestra, si rende conto che piovono uccelli morti. E ora è nella stanza 7, al pianoterra dell’hotel. Si guarda allo specchio e non si riconosce; si reca alla reception, dove apprende che è il 2020 e che sono dodici anni che sua figlia è scomparsa: la memoria gli ha giocato uno scherzo crudele. Quello stesso giorno il corpo di una giovane donna viene trovato sulla riva del fiume Arve. Franck Thilliez (Annecy, 1973) è un ingegnere informatico. Cultore di film thriller, nel 2004 ha pubblicato il suo primo romanzo, La macchia del peccato (Train d’enfer pour Ange rouge), dove appare uno dei suoi personaggi ricorrenti e più celebri, il commissario Franck Sharko. Con La stanza dei morti (La chambre des morts, 2005) si è aggiudicato i premi Les Prix des lecteurs «Quais du Polar» 2006 e Prix SNCF du Polar 2007. Protagonista del romanzo è un altro personaggio importante nella produzione di Thilliez, Lucie Henebelle, l'ispettrice che incontrerà Sharko ne L'osservatore (Le syndrome E, 2010). De La stanza dei morti è stata realizzata una versione cinematografica (La camera dei morti) diretta da Alfred Lot, con Mélanie Laurent a interpretare Lucie Henebelle. Mentre è ancora in lavorazione una trasposizione de L'osservatore. In qualità di autore televisivo, è il creatore della serie Alex Hugo. Giallista di successo, Thilliez nel 2020 è stato tra i cinque autori più venduti in Francia in assoluto. Prima di C'era due volte (Il était deux fois, 2020), Fazi Editore ha pubblicato Il manoscritto (Le manuscrit inachevé, 2018) e Il sogno (Rêver, 2016) rispettivamente nel 2019 e nel 2020.

C’ERA DUE VOLTE2022-11-21T20:51:35+01:00

ECCHECAVOLO. IL MONDO SECONDO IMMA TATARANNI

Mariolina Venezia Einaudi In questa raccolta di leggi immaginarie, decreti e piccoli editti, architettati mentre fa la fila alla posta o risolve un caso, la Piemme più chiacchierata di tutto il Centro Sud esprime la sua visione del mondo. Non com’è, naturalmente, ma come dovrebbe essere. Almeno secondo lei. Dalle misure per i proprietari di cani agli incentivi per chi è capace di starsene zitto, dal patentino per diventare madre alla lettera di motivazione per i turisti in visita nei Sassi di Matera, la Tataranni ne ha per tutti. Paradossale, insofferente, allergica ai luoghi comuni, ma anche capace di autocritica e autoironia, Imma si colloca di prepotenza fra i grandi pensatori di ogni epoca, da Platone a Cesare Beccaria. Immagina così una sua Società Ideale, un po’ dispotica, certo, ma con una profonda aspirazione alla giustizia. Legge dopo legge, intanto, prendono vita i personaggi che l’hanno accompagnata nei libri precedenti, il marito Pietro, la figlia Valentina, il bel Calogiuri, le compagne di scuola e tutta la Procura. Emergono in filigrana pensieri e desideri inconfessabili, idiosincrasie, debolezze, aneddoti inediti e segreti. Mariolina Venezia (Matera 1961), scrittrice e sceneggiatrice, dopo aver pubblicato in Francia tre libri di poesie, nel 2007 si aggiudica il premio Campiello con Mille anni che sto qui, storia di una famiglia lucana attraverso le varie generazioni, dall’unità d’Italia alla caduta del muro di Berlino. Lavora come sceneggiatrice per il cinema (Dove non ho mai abitato di Paolo Franchi) e la televisione (La Squadra, 48 ore), e collabora con varie riviste letterarie. Tra i romanzi successivi: Come piante tra i sassi (2009), Da dove viene il vento (2011), Maltempo (2013), Rione Serra Venerdì (2018), Via del Riscatto (2019). Da questi gialli è stata tratta la serie televisiva in onda su Raiuno, Imma Tataranni – Sostituto procuratore, arrivata alla seconda stagione.

ECCHECAVOLO. IL MONDO SECONDO IMMA TATARANNI2022-11-21T20:51:36+01:00

IL RE DEGLI STRACCI. LA PRIMA INDAGINE DI UN INVISIBILE

Stefano Vicario La Nave di Teseo L’avvocato Andrea Massimi condivide con il fratello maggiore Giorgio lo studio legale ereditato dal padre. Tanto Andrea è infedele, vanesio, imprevedibile, quanto Giorgio è un uomo tutto d’un pezzo, rispettabile e dalla moralità granitica. Una sera Andrea viene travolto da una tragedia indicibile: la moglie e la figlia vengono uccise nella loro casa mentre lui si trovava con l’amante. Andrea, disperato e perseguitato dai sensi di colpa, rifiuta il suo mondo agiato per vivere da barbone insieme a un gruppo di senzatetto in un vagone abbandonato alla Stazione Termini di Roma. In quell’esistenza tra gli ultimi, Andrea trova una sorta di pace, fino a quando non vede un braccialetto che aveva regalato alla moglie al polso di una trans e decide di far luce su quella notte che aveva cercato di dimenticare. L’indagine di Andrea – aiutato dagli amici clochard e da Anna, un magistrato che conquista la sua fiducia, mentre il fratello si vergogna ancora di lui – è un viaggio pieno di sorprese tra poliziotti corrotti e personaggi di insospettabile umanità, sullo sfondo di una città che forse non osiamo immaginare. Stefano Vicario (Roma, 1953) è sceneggiatore e regista. Nel 1973 ha iniziato a lavorare come aiuto regista del padre, Marco Vicario, e poi di autori come Damiano Damiani. Specializzato nelle produzioni televisive, ha curato la regia per numerose trasmissioni e fiction, tra cui Il pranzo è servito, La corrida, I Cesaroni. Attualmente è impegnato col programma Che tempo che fa. È stato il regista di svariate edizioni del Festival di Sanremo, e ha curato la regia di spettacoli di Roberto Benigni (Tutto l’Inferno, I dieci comandamenti, La più bella del mondo). Vicario ha anche scritto e diretto un lungometraggio nel 2001, Sottovento!, con Claudio Amendola e Anna Valle. Nel 2018 ha curato la regia di Conversazione su Tiresia, di e con Andrea Camilleri. Il re degli stracci è il suo primo romanzo. E Palomar di Carlo degli Esposti ha opzionato i diritti per una serie televisiva.

IL RE DEGLI STRACCI. LA PRIMA INDAGINE DI UN INVISIBILE2022-11-21T20:51:38+01:00

KILL BABY KILL! IL CINEMA DI MARIO BAVA

a cura di Gabriele Acerbo e Roberto Pisoni Bietti Quentin Tarantino lo considera il suo eroe, Sam Raimi un maestro del terrore, per Guillermo del Toro è un designer di immagini poetiche e inquietanti: Mario Bava, nato a Sanremo il 31 luglio 1914 e scomparso improvvisamente a Roma il 25 aprile 1980, è stato un grande regista italiano del genere fantastico, un pioniere degli effetti speciali e un autore visionario che ha influenzato un’intera generazione di cineasti. I curatori di Kill Baby Kill! Il cinema di Mario Bava, Gabriele Acerbo e Roberto Pisoni, hanno raccolto per anni decine di interviste a nomi del calibro di Joe Dante, Nicolas Winding Refn, John Landis, Dario Argento, John Phillip Law, Daria Nicolodi, Christopher Lee, Carlo Rambaldi, Barbara Steele, Mario Monicelli, Roger Corman, Dino De Laurentiis e, last but not least, i Manetti Bros. che, a più di cinquant’anni dalla trasposizione di Bava, nel 2021 riportano al cinema Diabolik. Il volume è arricchito dagli interventi di autorevoli critici e dai ricordi dei famigliari, dai figli Elena e Lamberto al nipote Roy: insieme alle riflessioni di attori e registi, questi compongono il ritratto di un genio creativo che con i suoi film diventati oggetti di culto – come I tre volti della paura, Terrore nello spazio, La maschera del demonio, Sei donne per l’assassino – ha innovato i generi cinematografici più disparati, dall’horror al giallo, dal peplum alla fantascienza, nonostante budget irrisori, grazie a incredibili trucchi e tanta ironia. Gabriele Acerbo (Piombino, 1966) è caporedattore dei programmi di Sky Cinema e responsabile sviluppo dei film Sky Original. Giornalista, ha collaborato con Target e Report. È co-autore del volume My name is Virzì. L’avventurosa storia di un regista di Livorno. Roberto Pisoni (Pomezia, 1969) è il direttore dei canali d’intrattenimento di Sky. Dal 1999 ha scritto, diretto e prodotto promo, programmi, documentari e film sul cinema, l’arte, la musica e la danza, presentati e premiati nei maggiori festival nazionali e internazionali.

KILL BABY KILL! IL CINEMA DI MARIO BAVA2022-11-21T20:51:38+01:00

L’ALTRA CASA

Simona Vinci Einaudi Una villa del Settecento in mezzo alla pianura. E un quartetto di personaggi in crisi, ossessionati dal fallimento e dal bisogno di soldi. La casa li avvolge e li sconvolge, per metterli definitivamente di fronte al proprio destino. «Immaginò che da qualche parte potesse esserci l’ingresso di un tunnel segreto che conduceva alle viscere della Terra, in una caverna oscura che conteneva il cuore grasso e pulsante della casa. Un cuore enorme, un cuore tripartito come quello dei rettili e collegato alle vene e ai capillari vegetali che percorrevano muri e tetto». A cosa siamo disposti a rinunciare per seguire le nostre passioni? E quanto delle nostre passioni siamo pronti a trasformare in merce, per il denaro e la posizione sociale? Maura ha rinunciato a quasi tutto per la musica, ma adesso non sa se riuscirà più a cantare come prima: è un soprano piuttosto famoso che ha appena subito un intervento alla tiroide, e ha pure smesso di credere nel legame sentimentale con Fred, il suo agente. Tuttavia ha accettato lo stesso di partecipare all’evento culturale che lui e Marco stanno organizzando in una villa alle porte di Bologna, evento in cui lei dovrà interpretare i cavalli di battaglia di Giuseppina Pasqua, la cantante lirica amatissima da Verdi alla quale era appartenuta la casa assieme al suo misterioso giardino. Ad aiutarla a prepararsi sarà Ursula, la moglie di Marco: è nata in Russia e sarebbe diventata una pianista classica se la sua infanzia non fosse stata segnata dall’abbandono. Presto nella villa cominciano ad accadere fatti inquietanti e senza spiegazione, che trascinano prima le due donne poi anche gli uomini in una spirale di allucinato sospetto. Simona Vinci (Milano, 1970), laureata in Lettere presso l'Università di Bologna, ha esordito con il romanzo Dei bambini non si sa niente (1997). Nel 1999 ha pubblicato la raccolta di racconti In tutti i sensi come l'amore, finalista al Premio Campiello. Riconoscimento che sfiora per pochi voti nel 2003 con Come prima delle madri e che si aggiudica nel 2016 con La prima verità. Dal 2004 ha firmato, tra gli altri, Brother and Sister, Stanza 411 (2006), Strada Provinciale Tre (2007), Nel bianco (2008), Parla, mia paura (2017), In tutti i sensi come l'amore (2018), Rovina (2019), Mai più sola nel bosco. Dentro le fiabe dei Fratelli Grimm (2019, con cui ha vinto il Premio Rapallo 2021). In precedenza, ancora nel 2004, ha pubblicato il racconto La più piccola cosa nell'antologia Le ragazze che dovresti conoscere. Ha condotto programmi televisivi e radiofonici, collabora con quotidiani e riviste, traduce romanzi dall'inglese (ad esempio La ragazza scomparsa di Shirley Jackson e Le buone intenzioni di Kate Tempest) e, nel 2016, ha scritto il suo primo testo teatrale, Porta della Rocca Ostile.

L’ALTRA CASA2022-11-21T20:51:39+01:00

L’OMBRA DEL FUOCO

Hervé Le Corre edizioni e/o Parigi, primavera 1871. La città, cinta d’assedio dai prussiani, ha subìto un inverno rigidissimo, la popolazione ha sofferto il freddo, la fame e le cannonate degli assedianti. Il governo francese accetta una pace umiliante. Ma il popolo di Parigi non ci sta, insorge e affida il governo della città alla Comune, struttura politica di matrice anarchico-socialista a gestione popolare diretta. Allora il governo francese organizza la riconquista della città per strapparla ai comunardi. La guerra fratricida si conclude con quella che è passata alla storia come la "settimana di sangue", dal 21 al 28 maggio, in cui nonostante le barricate e la strenua resistenza dei parigini l’esercito francese entra in città con l’artiglieria pesante e un numero di uomini venti volte superiore, e in pochi giorni trucida oltre ventimila persone compromesse a vario titolo con la Comune. È proprio sullo sfondo della tragica "settimana di sangue" che si svolgono le vicende del romanzo, un intreccio di storie individuali che va dall’amore irto di ostacoli di Caroline e Nicolas all’inchiesta di Antoine Roques, ex rilegatore eletto delegato alla sicurezza da un’assemblea popolare, agli intrighi del perverso criminale Pujols, rapitore di fanciulle, alla misteriosa presenza del cocchiere Clovis, talmente irsuto che non se ne distinguono i lineamenti. Il tutto sotto una devastante pioggia di ferro e fuoco che, insieme a buona parte di Parigi, distruggerà il sogno utopico di una società egualitaria. Hervé Le Corre (Bordeaux, 1955) vive nella regione di Bordeaux, dove insegna lettere nei licei. Pubblica il suo primo romanzo nel 1990, La douleur des morts, primo capitolo di una trilogia ambientata nella sua città natale. Seguono dunque Du sable dans la bouche (1993) e Les effarés (1996). Terminato il trittico, nel 2001 inizia una seconda fase della sua produzione letteraria con Copyright e prosegue con Il perfezionista (L'Homme aux lèvres de saphir, 2004) che in Francia ha venduto più di cinquantamila copie e ha ottenuto il prestigioso Grand Prix du roman noir français di Cognac e il Prix Mystère de la critique. In Italia questo romanzo è stato tradotto da Piemme. Nel 2006 e nel 2007 ha realizzato rispettivamente: Tango parano e Trois de chute. Poi è stata la volta di Nero è il mio cuore (Les cœurs déchiquetés, 2009, Piemme, 2012), che è valso allo scrittore il Grand prix de littérature policière. Dopo Derniers retranchements (2011), arrivano forse i maggiori riconoscimenti con Dopo la guerra (Après la guerre, 2014; edizioni e/o, 2015): Prix du polar européen, Prix Landerneau e il Premio Michel Lebrun. È ancora edizioni e/o a portare in Italia nel 2018, Scambiare i lupi per i cani (Prendre les loups pour des chiens, 2017) e nel 2021, L'ombra del fuoco (Dans l'ombre du brasier, 2019). In Francia, quest'anno, è uscito il suo nuovo romanzo, Traverser la nuit, una storia nella quale sono protagonisti una donna martirizzata dal suo ex compagno, un poliziotto stremato dal lavoro che indaga su una serie di omicidi di donne, un killer alle prese con le sue pulsioni e con [...]

L’OMBRA DEL FUOCO2022-11-21T20:51:40+01:00

LA CASA SENZA RICORDI

Donato Carrisi Longanesi Un bambino senza memoria viene ritrovato in un bosco della Valle dell’Inferno, quando tutti ormai avevano perso le speranze. Nico ha dodici anni e sembra stare bene: qualcuno l’ha nutrito, l’ha vestito, si è preso cura di lui. Ma è impossibile capire chi sia stato, perché Nico non parla. La sua coscienza è una casa buia e in apparenza inviolabile. L’unico in grado di risvegliarlo è l’addormentatore di bambini. Pietro Gerber, il miglior ipnotista di Firenze, viene chiamato a esplorare la mente di Nico, per scoprire quale sia la sua storia.  E per quanto sembri impossibile, Gerber ce la fa. Riesce a individuare un innesco – un gesto, una combinazione di parole – che fa scattare qualcosa dentro Nico. Ma quando la voce del bambino inizia a raccontare una storia, Pietro Gerber comprende di aver spalancato le porte di una stanza dimenticata. L’ipnotista capisce di non aver molto tempo per salvare Nico, e presto si trova intrappolato in una selva di illusioni e inganni. Perché la voce sotto ipnosi è quella del bambino. Ma la storia che racconta non appartiene a lui. Dopo la laurea in Giurisprudenza con una tesi su Luigi Chiatti, conosciuto come «il mostro di Foligno», Donato Carrisi (Martina Franca, 1973) studia Criminologia e scienza del comportamento. Nel 1999 inizia l’attività di sceneggiatore per cinema e televisione. Fra le altre, scrive la sceneggiatura di Nassiryia – Per non dimenticare (Canale 5) ed è autore di soggetto e sceneggiatura della miniserie thriller, Era mio fratello (Raiuno). Ha scritto e condotto su Raitre, il sabato in prima serata, la trasmissione Il sesto senso. È una firma del «Corriere della Sera». Nel 2009 scrive per Longanesi il suo primo romanzo, Il suggeritore, aggiudicandosi il Premio Bancarella. Di seguito nel 2011 pubblica Il tribunale delle anime, finalista al Premio Giorgio Scerbanenco. Nel 2012 consolida il suo status di autore affermato anche in campo internazionale con La donna dei fiori di carta. Nel 2013 con L’ipotesi del male si aggiudica il Premio Giorgio Scerbanenco. Nel 2017 debutta alla regia con La ragazza nella nebbia, aggiudicandosi il David di Donatello come miglior esordiente. Nello stesso anno esce L’uomo del labirinto che nel 2019 diventa il soggetto della sua seconda regia. Tra i due film, nel 2018, pubblica Il gioco del suggeritore. Attualmente, sta lavorando al suo terzo film, Io sono l'abisso, tratto dal romanzo omonimo pubblicato lo scorso anno.

LA CASA SENZA RICORDI2022-11-21T20:51:40+01:00

LA DONNA DEL LAGO

Laura Lippman Bollati Boringhieri Baltimora, 1966. Dopo diciotto anni di matrimonio, Maddie Schwarz, consapevole che nella sua dedizione alla vita di moglie e madre una parte importante di sé è andata perduta, decide di lasciare il marito e le giornate da casalinga per riprendere in mano la sua esistenza. Negli stessi giorni scompare da casa una ragazzina di undici anni. Maddie si unisce alle ricerche, e seguendo il suo istinto, scopre qualcosa che, dopo breve, le frutterà un lavoro nella redazione di un quotidiano locale. Maddie ama il suo nuovo impiego, ci tiene a distinguersi e presto si appassiona al caso di Cleo Sherwood, una donna afroamericana trovata morta in un lago cittadino. Se si fosse trattato di una donna bianca, i giornalisti di Baltimora avrebbero fatto a gara per occuparsi della storia che, invece, ottiene solo un breve trafiletto relegato nelle ultime pagine di cronaca. Maddie, sola contro tutti, comincia a indagare. Raccontato da una pluralità di punti vista, e con incalzante ritmo narrativo, La donna del lago non è soltanto il resoconto di un’indagine dai toni noir, ma è la storia del rapporto tra due donne che in realtà non si sono mai conosciute, nate in due contesti diversissimi, ma entrambe impegnate nello sforzo di contrastare il destino loro assegnato. Laura Lippman (Atlanta) è considerata tra le più quotate crime novelist. Sono numerosi i premi ricevuti grazie ai suoi romanzi, tra cui l’Edgar Award (Charm City), l’Anthony Award (Il macellaio di Butchers Hill, In Big Trouble, Every Secret Thing, No Good Deeds, What the Dead Know), l’Agatha Award (Il macellaio di Butchers Hill), il Nero Wolfe Award (Sugar House). È apparsa in una scena del primo episodio dell’ultima stagione di The Wire come reporter impiegata al «Baltimore Sun», ruolo da lei effettivamente svolto nella vita reale per oltre vent’anni, prima di lasciare il giornalismo per la narrativa. Vive a Baltimora e ama scrivere nel caffè del suo quartiere (Federal Hill), Spoons. Il personaggio ricorrente dei suoi romanzi è Tess Monaghan, una reporter che ha deciso di diventare un investigatore privato, protagonista di dodici storie, da Baltimore Blues a Hush Hush. De La donna del lago, Apple TV ha ordinato una mini-serie co-sceneggiata e diretta da Alma Har’el, con Natalie Portman e Lupita Nyong’o.

LA DONNA DEL LAGO2022-11-21T20:51:41+01:00

LA FAMIGLIA DEL PIANO DI SOPRA

Lisa Jewell Neri Pozza Cheyne Walk è una delle strade più eleganti di Chelsea, il quartiere in cui vive la buona società londinese. I suoi appartamenti, tuttavia, non sono soltanto la quinta di una vita ricca e spensierata, ma costituiscono a volte anche il teatro di raccapriccianti ritrovamenti. Come quello che si spalancò davanti agli occhi degli agenti di polizia accorsi al numero 16 di Cheyne Walk, dopo una telefonata anonima che segnalava un possibile triplice suicidio. Sul pavimento della cucina giacevano i corpi dei coniugi Martina e Henry Lamb e di un terzo uomo non identificato. In una camera al primo piano, c’era una bambina di circa dieci mesi in buone condizioni di salute, con una zampa di coniglio sotto la copertina della culla. Stando alle dichiarazioni dei vicini, da alcuni anni in quella casa abitavano molti bambini e diversi adulti, tutti misteriosamente svaniti nel nulla, compresi i due figli maggiori dei Lamb. Una vicenda di cronaca nera irrimediabilmente consegnata al passato per Scotland Yard, una ferita tragicamente riaperta per Libby, ovvero Serenity Lamb, la bambina che venticinque anni prima era stata adottata dai signori Jones, diventando Libby Jones. La giovane donna ha ereditato la casa di Cheyne Walk e, con lei, il suo spaventoso passato, un passato fatto di indagini senza sbocco, tracce di sangue e DNA sconosciuti, messaggi e strane scritte sui muri, pannelli segreti e un orto di piante officinali, alcune delle quali erano state usate per il palese suicidio collettivo dei suoi genitori. Cos’è accaduto davvero tra quelle mura? Che fine hanno fatto gli altri abitanti della casa di Chelsea? E, soprattutto, in che modo quei drammatici eventi hanno a che fare con gli strani rumori che Libby sente provenire dal piano di sopra, benché sia certa di essere sola in quella strana e tetra dimora? Lisa Jewell (Londra, 1968), impiegata in un'azienda di moda, è diventata una delle gialliste britanniche di maggior successo, con diciannove romanzi e cinque milioni di copie vendute in tutto il mondo. Il suo primo libro, Ralph’s Party (Tutti insieme da Ralph, Sonzogno, 1999), è stato il romanzo d’esordio più venduto del 1999. Di seguito ha pubblicato Thirtynothing (2000), One-hit Wonder (2001), A Friend of the Family (2003), Vince and Joy (2005), 31 Dream Street (2008), The Truth About Melody Browne (2010), After the Party (2011), The Making of Us (2012), Before I Met You (2013), The House We Grew Up In (2014), The Third Wife (2014, La terza moglie, Mondadori, 2016), The Girls (2016), I Found You (2017; Io ti ho trovato, Neri Pozza, 2017), Then She Was Gone (2017, Ellie all’improvviso, Neri Pozza, 2018), Watching You (2019, Qualcuno ti guarda, Neri Pozza, 2020), The Family Upstairs (2019, La famiglia del piano di sopra, Neri Pozza, 2021), Invisible Girl (2021) e The Night She Disappeared (2021). Il prossimo anno uscirà il sequel de La famiglia del piano di sopra, intitolato The Family Remains.

LA FAMIGLIA DEL PIANO DI SOPRA2022-11-21T20:51:41+01:00