
Nell’ottobre del 2013, mentre il commissario Vincenzo Arcadipane e il suo mentore Corso Bramard indagavano su un omicidio in una valle del cuneese, a Torino una donna di trentasette anni scompariva senza lasciare tracce. Niente di clamoroso, se la donna in questione non fosse stata Tina, pittrice di fama internazionale che da tempo viveva rinchiusa nel suo appartamento-studio all’interno della Prora, il bizzarro palazzo progettato dal bisnonno architetto. Quando il caso viene archiviato come allontanamento volontario, Muriel Gallirossi – agente, confidente e tuttofare di Tina – si rivolge a Bramard: è sicura che l’amica sia stata assassinata. Corso sa che le indagini sono state approfondite e che il presunto responsabile ha un alibi di ferro eppure, nemmeno lui saprebbe dire perché – forse a turbarlo sono i quadri di Tina, forse la bellezza di Muriel –, decide di parlarne con Arcadipane.
Davide Longo è nato a Carmagnola e vive a Torino dove insegna scrittura presso la Scuola Holden. Tiene corsi di formazione per gli insegnanti su come utilizzare le tecniche narrative nelle scuole di ogni grado. Ha pubblicato, tra gli altri, Un mattino a Irgalem (Marcos y Marcos, 2001), Il mangiatore di pietre (Marcos y Marcos 2004), L’uomo verticale (Fandango, 2010), Maestro Utrecht (NN 2016), Ballata di un amore italiano (Feltrinelli 2011). Nel 2014 ha scritto il primo romanzo della serie che ha per protagonisti Vincenzo Arcadipane e Corso Bramard. Sei finora gli episodi: Il caso Bramard (Feltrinelli, 2014; poi ripubblicato da Einaudi), Le bestie giovani (Feltrinelli, 2018; con il titolo Così giocano le bestie giovani, Einaudi, 2021), Una rabbia semplice (Einaudi, 2021), La vita paga il sabato (Einaudi, 2022; finalista Premio Scerbanenco), Requiem di provincia (Einaudi, 2023) e La donna della mansarda (Einaudi, 2025). Nel 2018 ha firmato la sceneggiatura de Il mangiatore di pietre diretto da Nicola Bellucci e interpretato da Luigi Lo Cascio.

