con Antonio Franchini
presenta Mauro Novelli

Andrea Camilleri è stato tante cose, così tante che faticavano a stare tutte dentro una persona sola. È nota la storia del suo «destino ritardato», come lui stesso lo chiamava: l’esplosione come scrittore a quasi settant’anni, con il commissario Montalbano e una popolarità inaudita. Ma Camilleri non è stato soltanto questo, o meglio, il suo successo ha cominciato a nascere molto tempo prima, e si può dire che ogni frammento della sua lunga esistenza fosse destinato a convergere nella figura che i lettori italiani hanno poi straordinariamente amato. Esiste dunque una storia più complessa e disseminata di sorprese: eventi che neanche un romanziere avrebbe potuto immaginare così come sono accaduti. È la storia di un bambino siciliano che si intrufola nella soffitta dei genitori e vi trova i gialli di Simenon custoditi in un sacco di juta. Di uno studente scapestrato che diventa regista teatrale e alleva importanti attori. Di un giovane intellettuale che entra in Rai e produce alcuni tra i programmi più iconici della storia della radio e della tv. Di un artista poliedrico che da dietro le quinte contribuisce a fare grande la cultura popolare italiana. E di un uomo che per testardaggine e un pizzico di fortuna incontra sul suo cammino una miriade di personaggi leggendari: da Pirandello al generale Patton, da Robert Capa alla banda del bandito Giuliano, da Papa Giovanni XXIII a Pier Paolo Pasolini, da Leonardo Sciascia a Elvira Sellerio.
Luca Crovi si è laureato in Filosofia con specializzazione in Storia Antica presso l’Università Cattolica di Milano. Critico rock, conduttore radiofonico, scrittore e giornalista esperto di letteratura noir, nel corso della sua carriera ha collaborato con diversi quotidiani e periodici, tra cui «Il Giornale», «Max», «Italia Oggi» e la rivista «Suono». Nel 2001 vince il Premio Aquicon con il saggio Delitti di carta nostra, scritto per Puntozero. Nel 2002, invece, pubblica con Marsilio, la monografia Tutti i colori del giallo, trasformata nell’omonima trasmissione radiofonica di Radiodue (trasmessa fino al 2011) che nel 2005 ha vinto il prestigioso Premio Flaiano. Nel corso di ricerche d’archivio, ha ritrovato Il paese senza cielo di Giorgio Scerbanenco, e ne ha curato la riedizione per Aliberti Editore nel 2003. È anche autore di vari saggi, tra cui Noir. Istruzioni per l’uso (Garzanti, 2013) e Storia del giallo italiano (Marsilio, 2020), e poi di antologie come L’occhio dell’assassino (Rizzoli, 2021). Ha scritto racconti noir misurandosi per l’occasione con personaggi nati dalla fantasia di Andrea G. Pinketts, Massimo Carlotto, Joe R. Lansdale e Marcel Allain e Pierre Souvestre e lavorando con disegnatori come Maurizio Rosenzweig, Andrea Mutti e Angelo Busacchini. Ha al suo attivo cinque romanzi, per Rizzoli e SEM: L’ombra del campione (2018), L’ultima canzone del Naviglio (2020), Il Gigante e la Madonnina (2022), Il mistero della torre del parco e altre storie (2022) e La velocità della tartaruga (2024), tutti con protagonista il commissario Carlo De Vincenzi, il personaggio dei gialli creati dallo scrittore Augusto De Angelis negli anni Trenta e Quaranta del Novecento, e portato sul piccolo schermo negli anni Settanta da Paolo Stoppa. Nel 2021 è insignito del Premio Nabokov nella Sezione Cool Guys per Il libro segreto di Jules Verne, edito da Solferino. Storico giurato del Premio Scerbanenco, da tempo è editor per Sergio Bonelli Editore, dove si occupa della collana Almanacchi e cura le serie a fumetti del Commissario Ricciardi, dei Bastardi di Pizzofalcone e di Deadwood Dick.

