
Samuel, giornalista, e Ava, sua figlia e stagista, seguono per conto della loro rivista il caso dell’uccisione di una ragazza aggredita con l’acido. Colpito dalla brutalità dell’omicidio e dall’interesse della figlia per il caso, Samuel decide di condurre un’indagine indipendente, all’insaputa dei suoi redattori, e scopre inquietanti somiglianze con l’omicidio di un’altra donna.
sceneggiatura
Peter Dourountzis
Christophe Cousin
Christophe Cantoni
Fabianny Deschamps
fotografia
Victor Seguin
montaggio
Jean-Christophe Bouzy
musica
Amine Bouhafa
suono
François Boudet
scenografia
Olivier Radot
costumi
Rachele Raoult
interpreti
Sami Bouajila (Samuel)
Mallory Wanecque (Ava)
Jean-Pierre Darroussin (Christian)
Valérie Donzelli (Solveig)
Stefan Crepon (Aubin)
Andréa Bescond (Elizabeth)
Gilles Cohen (Spagiani)
Samuel Jouy
(Padre di Jessica)
Paul Hamy (Luc Lacombe)
Matthieu Lucci (Némésis)
produttori
Thibault Gast
Matthias Weber
Christophe Delsaux
produzioni
Oriflamme Films
2425 Films
vendite internazionali
Ginger & Fed
www.federationstudios.com

«I fatti di cronaca hanno sempre ispirato la letteratura e il cinema. Hanno iniziato a occupare molto spazio in televisione con il successo di programmi come Faites entrer l’accusé e altrettanto rapidamente si sono imposti anche sulle piattaforme che ne hanno fatto il loro cavallo di battaglia. I fatti di cronaca affascinano perché sono veri: “è andata così”, “è meglio della finzione”. Inoltre, lo stesso caso può essere giudicato mediocre o sublime, comico o tragico, e ognuno può identificarsi. Osservandolo a distanza, lo si può considerare una forma di intrattenimento; può indurre a una risata per proteggersi dall’idea che una cosa del genere possa capitare a noi. Soprattutto, il fatto di cronaca permette di comprendere la nostra epoca, in modo sociologico, e spesso racconta una verità che alcuni romanzi si limitano a sfiorare. Per quanto mi riguarda, ho iniziato a interessarmi all’argomento per Vaurien: mi ero documentato sui serial killer parigini degli anni Novanta come Guy Georges, Mamadou Traoré o Patrick Trémeau, e ne ero uscito sfinito. Alla fine, quelle storie evocavano il dominio maschile. Tuttavia, a quel tempo, non si parlava né di società patriarcale né di femminicidio. Nella vita, sono portato a osservare le cose. Nei quindici anni trascorsi al Samu Social di Parigi, la violenza ordinaria, chiamata anche “fatto di cronaca”, era in un certo senso la mia quotidianità. Sicuramente qualcosa di quel periodo è rimasto nella mia scrittura». (Peter Dourountzis)
Peter Dourountzis ha esordito nel lungometraggio con Vaurien, film su uno stupratore e serial killer interpretato da Pierre Deladonchamps. Ex allievo dell’ESRA di Parigi, Dourountzis ha al suo attivo diversi cortometraggi. Nel 2014 con Errance si è aggiudicato il Grand Prix Unifrance ed è stato premiato per il miglior film al Festival di Amiens. Rapaces segna il suo ritorno alla regia dopo cinque anni di pausa.
2025 Rapaces
2020 Vaurien
2016 Grands boulevards (cm)
2015 Le dernier raccourci (cm)
2014 Errance (cm)





